mercoledì, Settembre 9, 2026

Allo Spazio la mostra di Linda Bonacchi e la presentazione di “The Florence Review”

PISTOIA – Domenica 19 Marzo alle ore 17, presso Lo Spazio Pistoia (via Curtatone e Montanara 20/22), Linda Bonacchi inaugura la mostra R-Esistere.

“L’esposizione che ho intitolato “R-Esistere” è divisa in due parti: nove illustrazioni che ho creato per la rivista The Florence Review e alcuni lavori disegnati in questo anno. 
Esporsi è autoprodursi e non è facile. Ho chiamato la mostra “R-Esistere” perchè credo che dal momento che esisti sei chiamato a resistere. Vorrei che questo fosse un incoraggiamento per chi sceglie di affermare il proprio pensiero con coraggio senza lasciarsi contagiare o scoraggiare dagli ostacoli della vita”.

Proprio l’esposizione delle tavole create da Linda Bonacchi per The Florence Review farà da cornice alla presentazione del nuovo numero Joy/Allegria della rivista nata nel 2016 e che dal 2022 viene pubblicata e distribuita dall’editore Le Lettere. A presentare il nuovo numero i direttori Martino Baldi e Alessandro Raveggi, il vicedirettore Diego Bertelli, moderati da Milva Maria Cappellini.

“Abbiamo scelto questa parola tematica, Allegria, perché, nonostante fossero passati i momenti peggiori della pandemia, ci è parso di trovarci ancora in un tunnel che non voleva finire. Allegria, dunque, come utopia, come nostalgia e come desiderio. Cosa è successo a questo nostro tempo per aver – così pare – dimenticato il significato più profondo di questa parola, per averla così banalizzata e rigettata? Volevamo sollecitare una redenzione dell’allegria da ogni facile interpretazione e accogliere l’invito di Mario Benedetti a difenderla come una trincea, a difenderla dai ruffiani della risata. 

Chiunque ricorderà il famoso saluto di Mike Bongiorno, emblema della TV commerciale degli anni Ottanta! Ma l’allegria non è soltanto l’invito e la movenza pop, e anzi il racconto di Morandini ci ricorda proprio la sua ascendenza, dotta, dalla musica classica. Come dimenticare poi l’allegria ungarettiana, che nasce da un sentimento tragico di dispersione e precarietà, di necessario abbandono come unica formula di sopravvivenza, in un momento come quello della Grande Guerra? L’allegria è coscienza del naufragio, accettazione del presente, ma anche slancio vitale e, per questo, esempio di libertà, come troviamo nei racconti, segnati da una opposta tensione verso il perdersi e il ritrovarsi, di Lamberti Di Grado e nelle poesie di DianaDeotto e Socci

Si è allegri perché si pensa al futuro o al passato, ma anche quando siamo colti in un attimo fugace e bambinesco di gioia, come nel racconto di Michele Cocchi – che ci ha purtroppo lasciati mentre lavoravamo a questo numero, a lui dedicato. Ora più che mai sappiamo che l’allegria può diventare un cimento davvero difficile, e paradossale come il suo baluginare nel racconto di Miori; e quanto forte sia il vincolo naturale che lega l’allegria al suo contrario, sin dalla saggezza popolare, come nel racconto di Lagani; e quanto la sua forza di critica costruttiva sia dirompente e, crediamo, per questo, ancor più necessaria ai tempi che stiamo vivendo”.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI