PISTOIA – Domenica 19 Marzo alle ore 17, presso Lo Spazio Pistoia (via Curtatone e Montanara 20/22), Linda Bonacchi inaugura la mostra R-Esistere.
“L’esposizione che ho intitolato “R-Esistere” è divisa in due parti: nove illustrazioni che ho creato per la rivista The Florence Review e alcuni lavori disegnati in questo anno.
Esporsi è autoprodursi e non è facile. Ho chiamato la mostra “R-Esistere” perchè credo che dal momento che esisti sei chiamato a resistere. Vorrei che questo fosse un incoraggiamento per chi sceglie di affermare il proprio pensiero con coraggio senza lasciarsi contagiare o scoraggiare dagli ostacoli della vita”.
Proprio l’esposizione delle tavole create da Linda Bonacchi per The Florence Review farà da cornice alla presentazione del nuovo numero Joy/Allegria della rivista nata nel 2016 e che dal 2022 viene pubblicata e distribuita dall’editore Le Lettere. A presentare il nuovo numero i direttori Martino Baldi e Alessandro Raveggi, il vicedirettore Diego Bertelli, moderati da Milva Maria Cappellini.
“Abbiamo scelto questa parola tematica, Allegria, perché, nonostante fossero passati i momenti peggiori della pandemia, ci è parso di trovarci ancora in un tunnel che non voleva finire. Allegria, dunque, come utopia, come nostalgia e come desiderio. Cosa è successo a questo nostro tempo per aver – così pare – dimenticato il significato più profondo di questa parola, per averla così banalizzata e rigettata? Volevamo sollecitare una redenzione dell’allegria da ogni facile interpretazione e accogliere l’invito di Mario Benedetti a difenderla come una trincea, a difenderla dai ruffiani della risata.
Chiunque ricorderà il famoso saluto di Mike Bongiorno, emblema della TV commerciale degli anni Ottanta! Ma l’allegria non è soltanto l’invito e la movenza pop, e anzi il racconto di Morandini ci ricorda proprio la sua ascendenza, dotta, dalla musica classica. Come dimenticare poi l’allegria ungarettiana, che nasce da un sentimento tragico di dispersione e precarietà, di necessario abbandono come unica formula di sopravvivenza, in un momento come quello della Grande Guerra? L’allegria è coscienza del naufragio, accettazione del presente, ma anche slancio vitale e, per questo, esempio di libertà, come troviamo nei racconti, segnati da una opposta tensione verso il perdersi e il ritrovarsi, di Lamberti e Di Grado e nelle poesie di Diana, Deotto e Socci.
Si è allegri perché si pensa al futuro o al passato, ma anche quando siamo colti in un attimo fugace e bambinesco di gioia, come nel racconto di Michele Cocchi – che ci ha purtroppo lasciati mentre lavoravamo a questo numero, a lui dedicato. Ora più che mai sappiamo che l’allegria può diventare un cimento davvero difficile, e paradossale come il suo baluginare nel racconto di Miori; e quanto forte sia il vincolo naturale che lega l’allegria al suo contrario, sin dalla saggezza popolare, come nel racconto di Lagani; e quanto la sua forza di critica costruttiva sia dirompente e, crediamo, per questo, ancor più necessaria ai tempi che stiamo vivendo”.









