mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia Basket, cuore e ‘follia’ per continuare a sognare

di Francesco Belliti

PISTOIA – Ci vuole cuore per rimontare un -14 in quindici minuti scarsi. Ma, se si vuole fare una provocazione, ci vuole anche un bel pizzico di follia per decidere di rimettere in piedi una partita che non vale niente. Aldilà del blasone e dei nobili ricordi, la sfida con la Fortitudo non doveva aggiungere nulla alla stagione fin qui disputata dalla Giorgio Tesi Group Pistoia: non c’erano in palio punti importanti per la classifica, complice una formula che non ci stancheremo mai di definire anti-sportiva. C’era invece un appuntamento, quello di mercoledì con Cento, che poteva benissimo fagocitare tutto il resto. Così non è andata e spiegarne i motivi non è mai stato così difficile e, allo stesso tempo, bello.

Wheatle contro Aradori (foto Giovanni Fedi)

Una Pistoia che parte in modo estremamente contratto, una Fortitudo non trascendentale ma con grande voglia di prendersi due punti che mancano da un pezzo, un Aradori nella migliore versione di sé stesso. Al -10 dell’intervallo le facce sugli spalti sembrano tutte suggerire “Va bene, pensiamo alla prossima”. I biancorossi, però, non hanno lo sguardo di chi accetta passivamente la serata storta. Anzi, i tecnici fischiati nel secondo quarto alla panchina e a Saccaggi dovrebbero già suggerire quantomeno una rabbia che, se trasformata in foga agonistica, potrebbe far svoltare una gara tremendamente bloccata.

C’è in effetti poco spazio per i “se” ed i “ma”. Varnado e Copeland al giro di boa non raggiungono la doppia cifra nemmeno sommando i loro punti, Wheatle non riesce ad essere un fattore sugli esterni avversari, Magro è carico di falli. Ma aldilà di tutto questo il dubbio principale è: chi ce lo fa fare? Nel frattempo, anche Cento sta cadendo rovinosamente in casa contro Mantova e i cosiddetti cattivi pensieri prendono piede molto di più di quanto stia facendo la Fortitudo al PalaCarrara, anche nei primi minuti di terzo quarto.

Mentre Aradori e la mai dimenticata bestia nera Candussi continuano a colpire, tuttavia, succede qualcosa. E questo qualcosa porta il nome di ‘Zig Zach’ Copeland: dalla tripla sulla sirena di terzo quarto del -6, la guardia californiana dà la svolta alla gara. Da qui, nei momenti decisivi, c’è sempre lui: sono suoi i cinque punti a fila che portano Pistoia al supplementare ed è suo il colpo del definitivo ko. Spesso ci scordiamo, soprattutto in serate da 8/19 dal campo come questa, del fatto che ciò che rende Copeland un giocatore di grande qualità è la sua capacità di alzare il ritmo e di renderlo insostenibile per gli avversari. Ma soprattutto di riuscire a farlo quando il fiato dovrebbe iniziare a mancare.

A volte si dice che, per una squadra che riesce a rimettersi in partita, ce n’è anche un’altra che si fa rimontare. Vedere gli ultimi tiri messi a segno da Aradori per ricredersi anche su questo punto: dopo aver subito dei punti a così alto coefficiente di difficoltà, con mani messe in faccia e zero spaziatura per il rilascio, molti avrebbero issato bandiera bianca. E si torna dunque al cuore e, perché no, alla follia. Con la speranza di replicare anche mercoledì contro il terribile Tomassini e l’ex Marks. Paradossalmente, adesso, nessuno penserà più a quanto la vittoria sofferta contro la Fortitudo possa pesare sulla vicinissima sfida contro Cento. Qualunque sia il risultato di mercoledì sera, Pistoia oggi si è dichiarata pronta per la fase più delicata di questa stagione.

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