PRATO – “Sulle spalle delle aziende gravano, ancora una volta, i costi delle inefficienze legate alla gestione dei rifiuti, unite ad una morosità che incide in maniera estremamente rilevante: così si determina una tariffa che equivale ad una stangata. L’unico modo per uscirne resta quello di investire per colmare la carenza impiantistica”.
Lo dice Confcommercio Pistoia e Prato, intervenendo sull’annunciato aumento della Tari a Prato, pronta a salire fino al + 7% per le utenze non domestiche.
“Dopo la lunga stagione dei rincari, dal prezzo dell’energia al costo delle materie prime, le nostre aziende stanno faticosamente risalendo la china. Adesso arriva però un’altra batosta, direttamente dal gestore Alia. Così sulle piccole e medie imprese, che con il loro lavoro ossigenano l’economia del territorio, grava una nuova scure. L’alta soglia di evasione, inquadrata tra il 30% e il 35%, crea un mix difficilmente risolvibile. Le agevolazioni ambientali e sociali possono certamente attutire il problema, ma non lo risolvono”.
Di fronte a questo scenario, l’unica soluzione appare quella legata agli investimenti sugli impianti: “Lo smaltimento dei rifiuti – si conclude la nota – genera valore in tutti quei contesti dotati di strutture proprie e performanti. È un orizzonte verso il quale dobbiamo dirigerci per non rimanere in balìa delle oscillazioni della tariffa. È del resto evidente come, depauperando le casse delle aziende per fare fronte ai maggiori costi, si impoverisca a cascata tutto il territorio”.



