PISTOIA – Martedì scorso si è riunito a cena, al circolo delle Fornaci, il gruppo “I ragazzi del Fornacione”, composto da persone nate negli anni 50 e 60 e cresciute nel quartiere delle Fornaci.

Tiziano Della Greca, uno dei principali promotori e animatori, racconta che “l’idea del gruppo è nata un po’ per caso. Nel dare l’ultimo saluto a un Fornacino, Enrico Lazzeretti, lo “Sgamba”, ci siamo guardati “dentro” e, nonostante tutti gli anni della nostra infanzia prima e dell’adolescenza dopo, stare insieme non sembrava più una priorità, salvo matrimoni e nascita dei figli. Proprio lo Sgamba, sembra averci dato “la spinta” a far sì che le nostre vite continuassero ad “intrecciarsi”. Da qui l’idea del gruppo”.

Il nome è stato trovato da Gianluca Ferrari, ”Meggia”. I ragazzi del Fornacione, più che appropriato “perché continuavamo a sentirci ragazzi, e a identificarci nel Fornacione. A maggior ragione, visto che il nostro amato Circolino è situato proprio lì. Il resto è venuto da sé. La vita è una sola e certi suoi aspetti positivi, non possono e non devono, rimanere solo un buon proposito. Buona parte della nostra identità, di chi siamo adesso, di chi saremo domani e di come saranno i nostri figli, è dovuta al Circolino. Il nostro amato Circolino che definirei una sorta di utero materno, una seconda mamma, un rifugio per i momenti più tristi e il luogo più adeguato, per ritrovarsi, a volte anche scontrarsi, mettendoci spesso in discussione, ritrovando, però, sempre il sorriso, e la consapevolezza che l’amicizia spesso è la medicina migliore per tante cose”.
“Anche il “ritrovo del martedì” è per caso, per la semplice voglia di stare insieme e continuare a condividere sensazioni ed emozioni che solo l’amicizia sa dare. Siamo partiti in 3 a fine gennaio 2023 e l’idea è stata sposata da altri Fornacini, a volte siamo anche 10/11 e spero che anche altri si uniranno, vorrà dire che saranno maturate le condizioni per dare ancora più un senso al nostro tempo che, inesorabilmente, scorre ma che non sarà mai in grado di intaccare quella amicizia che continua a tenerci uniti.”
Una manifestazione concreta di come il trascorrere del tempo e i mutamenti della società non sempre riescono a intaccare i legami e i sentimenti sorti nei più teneri anni dell’infanzia e dell’adolescenza.







