di Marzio Dolfi
PISTOIA – Il Gruppo consiliare ‘Pistoia Ecologista Progressista’ rilancia sulla gestione pubblica del servizio idrico. Lo fa attraverso una mozione, che sarà discussa in Consiglio comunale nella seduta di lunedì prossimo.

In una conferenza stampa i tre componenti del gruppo, Mattia Nesti (capogruppo), Francesco Branchetti (candidato a Sindaco alle comunali 2022) e Greta Bonacchi, hanno spiegato stamani le loro ragioni, con le quali intendono riaprire una discussione che sembra però già presa in senso opposto, nella direzione cioè della privatizzazione all’interno della contestatissima Multiutility Toscana.
“Il 31 dicembre 2024 – ha spiegato Mattia Nesti – scade l’affidamento della gestione del servizio idrico a Publiacqua (con la scadenza del socio privato Acea). Entro giugno dovremo decidere quale forma adottare a partire dal 2025. Noi siamo per una gestione interamente pubblica, come detto fra l’altro dagli stessi comuni toscani nel 2018, nell’Assemblea dellAutorità idrica. Con l’arrivo della Multiutility sembra sia sia imboccata una direzione diversa, che riconfermerebbe il modello-Publiacqua, smentendo quella indicazione. Consideriamo grave che il comune di Pistoia scelga questa strada, anche perchè è dimostrato che gli utili delle bollette non vanno a migliorare il servizio”.
Greta Bonacchi ricorda l’attività dei Comitati promotori che sulla delicata questione dell’acqua interamente pubblica hanno raccolto 1400 firme. “ Le persone – aggiunge – potrebbero essere chiamate ad esprimersi anche sulla quotazione in borsa di Multiutility, Le molte firme raccolte rappresentano per noi una significativa testimonianza sul tema”.
Una occasione persa insomma, in un dibattito che ‘Pistoia Ecologista Progressista’ considera però tutt’altro che chiuso.
“La quotazione in borsa di Multiutility – sottolinea Francesco Branchetti – non è un processo ineluttabile. Si poteva dire di no. Alcuni comuni l’hanno fatto, ad esempio Sesto Fiorentino, Agliana, Cantagallo. Alcuni conducono in modo pubblico la raccolta dei rifiuti. Se altri lo hanno fatto, vuol dire che si può fare. Certo c’è la responsabilità di dover prendere una decisione”.

Per il Gruppo occorre guardare avanti. Del resto su una 30ntina di comuni dell’Area Publiacqua 9 si sono espressi contro. “Grave è che Pistoia dica che va bene il privato”. E punta a rimettere in moto il dibattito. “Importante – per Branchetti – è che la Mozione venga discussa, per tenere vivo il senso della democrazia, che si basa appunto sul confronto”.
“Non è accettabile – sottolinea Nesti – che il tema-acqua sia risolto senza un dibattito pubblico”.
“A ottobre – aggiunge Bonacchi – avevamo chiesto un consiglio comunale aperto sull’argomento per favorire un percorso partecipativo. Ma non fu concesso”.
La mozione dunque punta a ripescare la volontà di una gestione interamente pubblica ed è soprattutto un modo per rilanciare e tenere vivo un argomento sul quale la Toscana non si sta muovendo tutta nella stessa direzione: in altre zone ci sono scelte diverse da quelle della nostra area a partire dai nostri “vicini di casa” della Valdinievole.
Del resto ripubblicizzare la gestione dell’acqua non è un’utopia. Gli Italiani la chiesero con forza con il referendum del 2011, nel quale a Pistoia votarono a favore 42.421 elettori, la stragrande maggioranza (59%) degli aventi diritto al voto.







