PISTOIA – Dopo lo straordinario risultato raggiunto con la raccolta firme per il Censimento “dei Luoghi del Cuore” (6.848 firme) la parrocchia punta a ridare voce alla chiesa di San Miniato. La Chiesa ha urgente bisogno di restauro e al momento la parrocchia, grazie anche alla visibilità offerta dal Censimento “i luoghi del Cuore” del Fondo per l’Ambiente italiano (edizione 2023) con il forte e caloroso sostegno della popolazione e di molti amici e realtà del territorio, tra cui la Diocesi, il Comune, la Pro Loco, ha messo a punto un ampio progetto di restauro per scongiurare il collasso della struttura, consolidare e restaurare le strutture più fragili.

Da qualche anno, inoltre, alla chiesa di San Miniato in Calamecca mancano alcune voci. Sono le due campane più piccole un tempo ben visibili nella cella campanaria del Campanile. Le due campane, che venivano suonate a mano con la corda, annunciavano le celebrazioni, invitavano la popolazione a momenti comunitari o a stare all’erta in caso di pericolo. Purtroppo, il mozzo che sostiene le due campane più piccole è completamente marcio. Da anni le campane non sono azionate per evitare che crollino sul tetto della chiesa. Lo scorso anno, per ragioni di sicurezza, sono state rimosse dalla loro antica sede.
Le campane di Calamecca sono quattro: due grandi e due piccole. Tutte furono realizzate nel 1905 dalla ditta Terzo Rafanelli di Pistoia. In una vecchia cronaca parrocchiale del tempo se ne ricorda la messa in opera. «Nei primi messi dell’anno 1905 – annotava il parroco Guido Innocenti — a spese della popolazione, col solo sussidio di lire 250 da parte del Governo furono rifuse dalla Ditta Terzo Rafanelli di Pistoia le presenti campane, aumentandone una delle piccole».
La Ditta Terzo Rafanelli era una realtà importante del territorio pistoiese, da sempre caratterizzato dalla lavorazione dei metalli. In età moderna, a partire dal ‘500, la Magona Granducale, l’istituzione che amministrava il monopolio della produzione del ferro, diede largo impulso alla lavorazione del ferro sulla Montagna Pistoiese. Per secoli, infatti, i boschi della Montagna hanno rappresentato le principali fonti di energia per la fusione del ferro. Quando nel 1835 la Magona fu soppressa, nel territorio pistoiese si diffusero numerose attività private per la fusione e la lavorazione dei metalli.
Nella produzione della campane si distinse a Pistoia l’attività di Terzo Rafanelli, capostipite di una fortunata attività famosa in tutta Italia. Già alla metà dell’Ottocento Pietro Contrucci, celebre religioso, intellettuale e politico nato a Calamecca, nel suo “Quadro Geografico-Statistico del Compartimento Pistoiese” (Pistoia, 1839) ricorda l’attività di Rafanelli, noto per aver inviato «con molto onore e successo le opere sue in Egitto in Grecia e a Costantinopoli».
Le campane furono consacrate il 13 maggio 1905 alla presenza del vescovo Marcello Mazzanti «imponendo alla maggiore – ricorda il parroco dell’epoca nella cronaca parrocchiale – i nomi del SS. Crocifisso e del protettore di questo popolo S. Miniato martire, alla seconda quello di Maria Santissima sotto il titolo del Rosario e dell’Immacolata: alla terza quello di S. Giuseppe: alla quarta quello di S. Antonio».
Sono proprio queste ultime due campane quelle che oggi la parrocchia intende collocare nuovamente al loro posto con la partecipazione al Bando del Fai “I luoghi del Cuore”, restituendo la pienezza di voci al campanile di San Miniato.
Il bando è rivolto a tutti i luoghi che hanno ricevuto almeno 2.500 voti al Censimento 2022. Dopo ogni Censimento, Fai e Intesa Sanpaolo mettono infatti a disposizione dei luoghi più virtuosi una serie di contributi economici: una parte viene destinata ai vincitori e la cifra restante viene assegnata attraverso il Bando.
La proposta presentata al Bando rappresenta certamente un piccola parte del più ampio e oneroso intervento di restauro progettato per la Chiesa di San Miniato, ma costituisce senz’altro un contributo di alto valore simbolico, non solo per la possibilità di rivedere al loro posto le due campane, ma anche di sentirle rintoccare per il termine dei lavori di consolidamento e restauro.
Numerosi i partners del progetto che, ancora una volta, punta a promuovere la conoscenza del paese e della sua chiesa e a raccogliere ulteriori fondi per completare i restauri: la Pro Loco di Calamecca, l’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, il Lions Club della Montagna pistoiese, il Centro Alpino Italiano (Cai) di Pescia, la Brigata del Leoncino, Sedicinoni Film, Discover Pistoia della Giorgio Tesi Group.


