mercoledì, Settembre 9, 2026

“Luce”, il concerto “intimo e intenso” di Mannoia e Rea al Pistoia Blues

PISTOIA – Mannoia e Rea è ormai un’accoppiata che crea entusiasmo in chi accorre ad ascoltarli.

In piazza del Duomo a Pistoia non c’è stato il tutto esaurito ma i due talenti hanno trovato un pubblico attento e preparato ad assecondare alcuni brani con una partecipazione attiva nell’accompagnamento di alcuni brani.

Fiorella Mannoia sul palco del Pistoia Blues (foto di Federico Melani)

Lo spettacolo “Luce” è un tour al lume di candela, prodotto da Friends & Partners, Oyà e Mercurio Management, iniziato il primo giugno a Roma, alle Terme di Caracalla, per terminare a settembre a Parma dopo avere attraversato tutta la penisola con approdo anche in Sicilia.

Il consolidato sodalizio tra Mannoia e Rea si è rinnovato dando vita a un concerto ridotto all’essenziale, come ha sottolineato la cantante, eliminando tutto per rimanere sola con il suo accompagnatore, Danilo Rea.

Non si può essere smentiti nel considerare Fiorella Mannoia una tra le più grandi interpreti della canzone italiana e l’accompagnamento al pianoforte di Danilo Rea hanno confermato il talento di due eccezionali artisti.

Sul palco, immersi nel chiarore delle candele, il repertorio e i successi di Fiorella e la melodia della canzone e l’improvvisazione jazz di Rea si incontrano in una perfetta alchimia sonora capace di incantare il pubblico con la sua intensità tanto preso dall’ascolto che a volte si è distratto nel tributare i meritati applausi.

Lo spettacolo si è aperto con Rea al piano che in chiave jazz ha improvvisato note di grandi autori della musica italiana. Il pubblico è attento ma all’inizio freddino per poi scaldarsi e partecipare all’attacco di Bocca di Rosa. La performance di Rea si conclude, come normale, fra gli applausi che coincidono con l’entrata in scena di Fiorella Mannoia che arriva con un elegantissimo lungo rosso e parte il brano «Oh che sarà», a cui seguono «Come si cambia» e «C’è tempo» di Ivano Fossati.

Il pubblico applaude ma c’è da aspettare il tributo a Pino Daniele perché diventino scroscianti e ancor più, con tanto di accompagnamento corale, quando arriva la struggente Besame Mucho della messicana Consuelo Velàsquez che, come ha detto Fiorella, forse è l’unica canzone che ha scritto quando aveva venti anni. Poi i due artisti, continuano con Francesco De Gregori, Franco Battiato, Vasco Rossi. 

L’omaggio ai cantautori scomparsi, ha detto Fiorella, “è un dovere cantarli e farli ascoltare e trasmetterli alle nuove generazioni perché tanta bella musica non si disperda.

A scaldare ancora più il pubblico e le loro mani arriva l’omaggio a Conte con It’s wonderful – Via con me, poi Cocciante con Margherita dove scatta la standing ovation sia per la bellezza del brano che pensando sia il pezzo finale. Ma non è ancora finita perché Fiorella gigioneggia con l’uscita di scena e il rientro per regalare ancora Che sia Benedetta, canzone che stringe il cuore e colpisce nel profondo il pubblico che ricambia con gli applausi che nel complesso in alcuni momenti sono mancati o sono stati poco generosi per la bravura, lo ripetiamo, dei due artisti.

Vogliamo concludere questa cronaca con le parole che in parte sono state ripetute sul palco di Pistoia ma che era stato ben delineato alla partenza del tour :“ce lo eravamo promessi da tanto, e finalmente ci ritroviamo sullo stesso palco.

Il mondo del jazz e il mondo del pop si incontrano, in una cornice suggestiva, senza schemi, senza sovrastrutture… solo musica nella sua libertà”, aveva detto Fiorella mentre Danilo aveva confermato: “Ogni volta che abbiamo suonato insieme siamo entrati in una dimensione magica, intensa, piena di emozione, forse perché sappiamo che ogni concerto sarà diverso dall’altro, immerso nella luce”.

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