PISTOIA – Per avere una mobilità sostenibile, è decisivo un servizio di trasporto pubblico locale, che garantisca corse adeguate e sia in grado di essere utilizzato a costi ragionevoli.

Incentivare più persone ad utilizzare il mezzo di trasporto pubblico spetta alla politica, che è chiamata ad abbassare il costo dei biglietti, magari anche senza arrivare ai livelli che in alcune zone del nord Europa arriva fino a 14/15 centesimi a corsa.
In Toscana sembra invece che si viaggi in direzione opposta.
Rispetto all’entrata in vigore del servizio di trasporto pubblico locale con i francesi di Autolinee Toscane, nel 2020, i costi dei biglietti sono lievitati. E proprio qualche giorno fa la Regione Toscana ha introdotto nuove tariffe. A fine mese una corsa urbana costerà 1,70 euro. Fino ad oggi era 1,50 euro. Prima del 2015 si pagava 1,20 euro.
L’abbonamento mensile non urbano con Autolinee Toscane andrà a costare 39 euro, 33 se si presenta l’Isee. Ma nel 2015 quando c’era Copit l’abbonamento mensile, per la fascia più bassa di Isee che dichiarava fino a 5000 euro annui, poteva essere acquistato a 4 euro. C’erano gli scaglioni introdotti nel Comune di Pistoia la giunta Bertinelli.
Per quanto riguarda gli studenti delle scuole superiori, oggi se un ragazzo da – ad esempio – Pistoia, deve andare a scuola ad Agliana in bus, spende 340 euro per un abbonamento annuale extraurbano mentre invece nel 2018 spendeva 308 euro. Considerando l’Isee, l’abbonamento annuale studentesco arriverà a 272 euro, nel 2018 era di 246 euro.
Tutto ciò mentre a Firenze il sindaco Nardella annuncia che da Settembre gli studenti fiorentini delle superiori viaggeranno per tutto l’anno usando i mezzi pubblici pagando una sola volta 50 euro. Questo accordo potrebbe essere adattato anche al territorio pistoiese?







