PISTOIA – Quando la barca affonda tutti guardano il ponte di comando aspettando di sentire la voce del comandante o del timoniere, che rassicurano, perché sanno esattamente cosa fare. Le opere di Marini se ne vanno a Firenze, la Cultura pistoiese affonda e sul ponte di comando non c’è nessuno.

Sono assordanti e angoscianti il silenzio dell’Assessora Menichelli e del Sindaco Tomasi alle nostre domande, che poi sono le domande di tutti i pistoiesi che ascoltano esterrefatti la notizia del distacco delle opere di Marino dal palazzo del Tau e si chiedono se si stia facendo qualcosa, se si è fatto abbastanza, se sul ponte di comando si ha un piano, una strategia, una linea politica precisa. Silenzio.
Non c’è linea precisa, c’è improvvisazione e superficialità, si va a braccio, anzi, superficialmente si sono lanciate proposte, come il trasferimento delle opere a S Lorenzo, che non fanno altro che aggravare la situazione.
Le porte del Palazzo del Tau sono chiuse, la caffetteria Marini è chiusa, il vincolo pertinenziale delle opere al Tau è reciso, grazie soprattutto alle dichiarazioni scellerate del Sindaco di voler spostare le opere proprio a S. Lorenzo, senza che nei progetti di riqualificazione del quartiere si sia specificatamente fatto riferimento a tale utilizzo. Un disastro totale, servono iniziative e decisioni, serve parlare con la cittadinanza, ma soprattutto serve la politica.
Ha parlato l’Assessora Menichelli con il suo omologo fiorentino Assessora Alessia Bettini? Quando, quante volte? Ha convocato e diretto un tavolo coinvolgendo la Fondazione Marini, associazioni e enti che da anni combattono per far restare Marino a Pistoia? Ci dica cosa ha fatto perché ad oggi non ci è stato detto.
L’Assessora alla cultura Menichelli appare invisibile di fronte a questo dramma. Non pervenuta. C’è una responsabilità politica precisa che la Giunta e in particolare chi ha la delega alla cultura, deve assumersi per il danno immenso che sta arrecando alla città.
Stefania Nesi. Gruppo Consiliare PD










