SAMMOMMĖ – Un archivio digitale, aperto e gratuito, per raccogliere e catalogare le immagini relative alla storia del paese di Sammommè dalla seconda metà dell’Ottocento ai giorni nostri.
È l’Archivio Iconografico Sanmommeano, uno “spazio” online ideato dal giovane fotografo pistoiese Andrea Chimenti in collaborazione con la Pro Loco di Sammommè con l’obiettivo di custodire la memoria visiva di Sammommè. L’idea che sta alla base del progetto è quella di raccogliere sul sito – suddividendole e organizzandole in categorie e sottocategorie – le immagini relative al paese, alla sua storia, alle trasformazioni e ai cambiamenti intercorsi nell’ultimo secolo e mezzo; si tratta in gran parte di fotografie, ma anche cartoline, dipinti, locandine, tutti i tipi di immagini in grado di raccontare la storia del paese.

“Penso sia un progetto molto stimolante e interessante – spiega Andrea Chimenti – perchè attraverso la ricostruzione della memoria visiva di un piccolo borgo tra la collina e la montagna del nostro Appennino è possibile non soltanto riscoprire le radici e conservare la memoria storica di Sammommè, affinché essa non si perda, ma anche ripercorrere e raccontare la storia italiana negli ultimi centocinquant’anni.
Dalla “piccola storia” di un paese come ce ne possono essere tanti nelle nostre zone rurali, alla “grande storia” del nostro Paese attraverso decenni di profonde e radicali trasformazioni che hanno investito tutti gli ambiti, con particolare attenzione alla politica, alla società e l’economia: Sammommè è un “microcosmo” dalla cui osservazione e dal cui studio si può capire molto sui grandi cambiamenti che hanno coinvolto e continuano a coinvolgere l’Italia e il mondo. Cambiamenti molto spesso visibili e tangibili, come ci rivelano le immagini dell’archivio.

Per questo, e per acquisire una maggiore consapevolezza e presa di coscienza su ciò che hanno significato questi mutamenti, e sulle conseguenze che essi hanno portato nella vita quotidiana degli abitanti di Sammommè, credo che sia importante raccogliere il materiale iconografico sul paese e la sua storia, fare in modo che questo patrimonio non si disperda e costruire un luogo, non necessariamente fisico, dove poterlo archiviare e renderlo fruibile a tutti gli utenti. Da qui il progetto di digitalizzare il materiale raccolto all’interno di un sito web che possa costituire, a partire da adesso e per il futuro, un archivio digitale di tutte le immagini relative a Sammommè”.
Accedendo al sito (https://aisanmommeano.com) è possibile cliccare sulle varie categorie presenti e qui espandere ciascuna “sezione” dell’archivio, visualizzando le immagini selezionate: ciascuna è corredata da una breve didascalia che ne indica il soggetto ritratto, il luogo e, dove possibile, la datazione o il periodo a cui l’immagine risale. Per la costruzione dell’archivio la cronologia è fondamentale: dove non è presente una data certa, Andrea e il gruppo di lavoro che ha dato vita a questo progetto hanno cercato di ipotizzare una cronologia il più possibile accurata e circoscritta, dedotta da elementi o particolari della stessa immagine.

“Per quanto riguarda gli estremi cronologici, le foto più vecchie risalgono al periodo postunitario – spiega Andrea – il 1864 è un anno cruciale per tutto l’Appennino pistoiese per l’inaugurazione della ferrovia Porrettana, la prima direttrice transappenninica del neonato Regno d’Italia. Si trattò di una vera e propria rivoluzione non solo nel campo dei trasporti, ma anche nel modo di percepire la nostra montagna, con alcune località che vennero così tolte dal loro secolare isolamento.
C’è un bel gruppo di fotografie risalenti a questi anni che illustrano i lavori di costruzione della linea ferroviaria: si tratta di documenti storici che in un certo senso possono costituire un punto d’inizio, come è avvenuto per l’archivio, in quanto simboleggiano “l’irruzione della modernità” nel territorio di Sammommè. L’altro estremo cronologico è aperto allo sguardo sul presente e sul futuro: non abbiamo voluto porre un limite perchè l’idea è quella di un archivio in continuo divenire, che dovrà andare di pari passo con le progressive trasformazioni che anche nei prossimi anni investiranno il paese”.

L’Archivio Iconografico Sanmommeano non è uno spazio chiuso, al contrario procede con il procedere della storia e chiunque può liberamente contribuire alla memoria del paese magari con le proprie foto e cartoline conservate in vecchi cassetti o in archivi di famiglia. La storia va avanti e l’archivio dovrà essere sempre aggiornato.
Ma nell’esplorare questo archivio e nello scorrere le immagini qui digitalizzate, quale idea ci si può fare della storia di Sammommè nell’ultimo secolo e mezzo? Quali sono stati i cambiamenti e i passaggi storici decisivi che hanno segnato in maniera indelebile la vita politica, economica e sociale del paese?
“Sicuramente ci sono gli eventi legati alla Porrettana, come la costruzione della ferrovia e l’apertura nel 1935 della fermata di Sammommè, che per la prima volta offriva un collegamento rapido con Pistoia e la sua piana – sottolinea Andrea – per non parlare dei fatti bellici della seconda guerra mondiale che hanno coinvolto direttamente il paese, situato in prossimità della Linea Gotica.

Ma il periodo che ha radicalmente mutato e sconvolto la vita di Sammommè, così come dell’Italia tutta, è stato il secondo dopoguerra fino agli anni Cinquanta e Sessanta: due decenni in cui è cambiato tutto, in particolare dal punto di vista sociale e antropologico, e anche il paese di Sammommè ha seguito e ha riflettuto le grandi trasformazioni avvenute in Italia in questi anni.
Guardando le fotografie di questo periodo si comprende il passaggio da un’economia e una società rurali, legate alle attività agricole e allo sfruttamento delle risorse della montagna come legno e carbone, al progressivo affermarsi di una società “borghese”, dedita al piccolo commercio, ai servizi e allo sviluppo delle prime attività ricettive. Con l’arrivo del benessere e della società dei consumi anche a Sammommè, sono cambiate le attività lavorative, e con esse anche le espressioni e gli stessi volti delle persone ritratte in foto, un tempo segnate “fisicamente” dal duro lavoro manuale”.

Alcune foto risultano particolarmente significative in tal senso, mostrando in maniera chiara e inequivocabile non solo le trasformazioni dei luoghi, per esempio un pascolo di mucche dove adesso sorge il campo sportivo, ma anche i cambiamenti di carattere antropologico intervenuti nell’aspetto, nei comportamenti, nelle abitudini quotidiane e nello stile di vita degli abitanti di Sammommè.
“Questo archivio può essere un ponte tra passato e futuro, o anche, per come la vedo io, un muro tra due epoche che con il passare degli anni avranno sempre meno in comune, fino a non riconoscersi più – conclude Andrea – ognuno può interpretare questa crescente “distanza” in maniera diversa. Il merito di queste immagini è far prendere coscienza di ciò che è stato il passato di Sammommè e di quello che oggi è il suo presente, stimolando confronti e paragoni: l’importante è acquisire consapevolezza e conservare la memoria”.







