CARMIGNANO – Il debutto avverrà alle ore 10.30 di domani, sabato 19 ottobre, nella mattinata d’apertura di “Benvenuto Fico Secco 2024”, edizione numero 17.
Il weekend è promosso, con il sostegno e il patrocinio del Comune, dall’associazione produttori “Fichi secchi di Carmignano”, in collaborazione con Slow Food-presidio Fico secco di Carmignano, Pro loco, Gas fico Carmignano, BioDistretto Montalbano.
Nella Sala consiliare del Palazzo comunale, dopo gli “Stati Generali” dedicati a questa particolare pianta da frutto, muovono i primi passi “Le Città del fico”, il nuovo progetto tenuto a battesimo dal Comune di Carmignano, insieme ad Atessa (CH), San Michele Salentino (BR), Xaghra (Malta), Gozo (Malta), le associazioni dei produttori di Carmignano e Atessa XXI secolo.

«Si tratta di dare vita ad una rete – spiega l’assessore all’Agricoltura Dario Di Giacomo – dei territori che si dedicano alla coltura del fico, di mettere insieme le istituzioni che li rappresentano, ma anche le aziende e le associazioni che si dedicano a coltivare tradizione e prodotto». Un po’ quello che già avviene con “Le Città del vino”, l’associazione nazionale che riunisce zone depositarie di Dop e Igp, di cui peraltro il sindaco Edoardo Prestanti è il coordinatore toscano.
Un progetto, quello di riunire “Le Città del fico”, che si inserisce su una rete precedente, Ficonet, vecchia di almeno quattro lustri, con ancora protagonista Carmignano. «Vogliamo riprendere – aggiunge Di Giacomo – quell’idea, e rilanciarla in forma completamente nuova, collegando amministrazioni ma soprattutto i territori e le loro culture produttive». Il progetto è ambizioso, perché guarda all’Italia e fuori, all’Europa e oltre l’Europa, anche per debellare nemici comuni, insetti patogeni che distruggono le produzioni, nel caso di Carmignano il “punteruolo nero” a cui, e alle modalità di combatterlo, sono appunto dedicati gli “Stati Generali del fico”: una piaga che non riguarda più solo le colline medicee ma che si è estesa fino alla Sicilia ed ha raggiunto Malta. Non a caso, alla partenza delle “Città del fico” domani mattina a Carmignano, sarà presente l’europarlamentare Dario Nardella, che siede nella commissione per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo. «A lui – interviene ancora Di Giacomo – chiederemo esplicitamente un aiuto da parte dell’Unione europea, e non solo per debellare i parassiti ma anche per valorizzare il fico e produzioni come quella di Carmignano». Che è bene ricordarlo è un prodotto tipico unico in Toscana, annoverato tra le 455 specialità tutelate dalla Regione. Si tratta insomma di mettere insieme anche conoscenze e competenze professionali per salvaguardare coltivazioni e produzioni, «e farsi riconoscere – dicono dalle parti del Montalbano – ruolo e funzioni, pure di salvaguardia degli habitat naturali, da istituzioni, come l’Europa, che hanno grande voce in materia».
Domani mattina parte una nuova avventura per i fichi secchi di Carmignano, che godono di unicità in virtù della particolare tecnica di lavorazione, con metodologie improntate alla tradizione, non invasive, in pieno rispetto dell’ambiente: un’avventura per dare valore ad una coltura e ad un prodotto e ai suoi itinerari che sono anche culturali e turistici. «Lo scopo – chiude il sindaco Prestanti – con cui diamo vita a questa nuova associazione, con altri Comuni, è proprio quello di promuovere la sostenibilità ambientale e lo sviluppo locale. Lo facciamo per il vino, ora lo facciamo anche per il fico, le nostre due eccellenze territoriali».
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