PISTOIA – A Palazzo dei Vescovi dieci capolavori del Novecento restaurati della collezione Bigongiari.
Un allestimento che non è una semplice mostra ma un collage di azioni ed eventi che accompagnano i quadri restaurati e ne arricchiscono emozioni e fruizione.

Il nucleo di dipinti della Collezione Piero Bigongiari scelto per il restauro ed il lavoro collettivo che li accompagna sono state illustrate dal presidente della Fondazione Lorenzo Zogheri, dal Responsabile Arte e Cultura e Beni Storici Intesa San Paolo Michele Coppola, dalla direttrice di Pistoia Musei e curatrice della mostra Monica Preti e dal curatore Alessio Bertini con la consulenza di Paolo Fabrizio Iacuzzi, presente la direttrice di Pistoia Musei Cristina Pantera.
La mostra, in Fabula, visibile al pubblico da sabato 18 giugno sino al 25 settembre, è parte della Collezione del poeta e scrittore Pietro Bigongiari, composta di 45 opere, acquistata dalla Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, ora Intesa Sanpaolo, nel 2004 e concessa in comodato alla Fondazione Caript nel 2019 ed ora ospitata nelle sale dell’Antico Palazzo dei Vescovi in piazza del Duomo.
La prestigiosa raccolta del Seicento fiorentino, che si compone di 45 opere, riunita dal poeta e letterato nell’arco di un quarantennio, rientra nel progetto di collaborazione fra Pistoia Musei e Intesa Sanpaolo con l’obiettivo comune di salvaguardare il profondo legame che il poeta ebbe con la città dove visse tra il 1925 e il 1937.
L’esposizione, articolata negli spazi museali del piano terra e del primo piano del rinnovato Antico Palazzo dei Vescovi, consente di riscoprire alcuni dei capolavori della Collezione valorizzando gli elementi di novità emersi durante i restauri e il legame tra le opere e il collezionista.

Come hanno scritto i curatori, “la mostra vuole essere inoltre un momento di riflessione sul ruolo dell’arte e delle istituzioni museali come attivatrici di relazioni con il pubblico e la società di oggi”. Accanto alle opere si possono vedere o sentire gli esiti di una serie di attività realizzate con gruppi di persone, istituzioni e comunità del territorio pistoiese invitati a dialogare con i dipinti in chiave partecipativa.
Come sostiene Giorgio Barsanti, che ha seguito il restauro realizzato da Marina Vincenti e Lorenzo Conti, “il restauro condotto nei duri mesi del covid costituisce per ogni opera la conclusione di una storia, tale da portare molto lontano nel momento in cui dovesse rendersi consigliabile un nuovo intervento. Ci assiste a questo scopo la raggiunta consapevolezza dell’importanza della conservazione programmata e della manutenzione”.
Come ha detto nella presentazione il presidente Zogheri “In Fabula” è per Pistoia Musei parte di un progetto e un processo più ampi di restituzione al territorio e alla società pistoiese questi capolavori.

Come si diceva, prima dell’allestimento della mostra sono stati coinvolti molti soggetti, circa settanta, in un percorso partecipativo inviati a rileggere e reinterpretare i dipinti con l’obiettivo di restituire significati, suggestioni, letture e nuovi racconti. Fra i gruppi coinvolti compaiono i detenuti del carcere di Pistoia, il Liceo Artistico Petrocchi, i lettori della Biblioteche pistoiesi, persone con Alzheimer loro familiari e assistenti, personale della Fondazione Caript: tutto ciò con il fine di provocare ed essere partecipi di nuove emozioni.
In concomitanza con la mostra è previsto un programma di attività finalizzate al coinvolgimento di pubblici diversificati con momenti di approfondimento dei contenuti dell’esposizione attraverso visite guidate, incontri con storici dell’arte e restauratori, laboratori per adulti e bambini, attività per persone con Alzheimer, disabilità cognitiva e a rischio di marginalità sociale.

I quadri restaurati, esposti in nove sale e accompagnati da descrizioni e letture personalizzate, comprese alcune dello stesso Bigongiari, consentono di conoscere le opere di Francesco Furini, Giovanni Martinelli (con una sua tela ritratta da George Tatge all’interno del carcere), Felice Ficherelli, Giovanni Bilivert, Simone Pignoni, Orazio Fidani.
Ma è l’intera collezione che per la qualità e quantità di opere, che in massima parte rappresenta soggetti fra il sacro e il mitologico, è unica per la presenza dei più importanti autori provenienti dell’epoca da contesti storici ragguardevoli come quello della corte medicea e delle nobili famiglie fiorentine.










