PISTOIA – “Un impianto di cremazione fermo dall’inizio dell’anno, sette mesi per aggiustare un guasto. Non entro nel merito tecnico, evidenzio soltanto che in sette mesi i cittadini pistoiesi hanno dovuto subire un disagio enorme. La manutenzione dei cimiteri, anche quello centrale non è certo delle migliori, soprattutto non consona al rispetto e al decoro che certi luoghi della memoria come i 48 cimiteri comunali meriterebbero.
Tutti vediamo i nostri cimiteri con mura degradate se non in parte crollate e erba alta che solo dopo varie segnalazioni viene tagliata.
Si aggiungono però anche molte segnalazioni del disagio che famiglie pistoiesi hanno avuto quando si sono trovati a usufruire del servizio di cremazione, le salme ( circa 90 ) vengono dirottate da 7 mesi alla struttura di cremazione di Firenze e così anche i resti delle tumulazioni. Se per la cremazione delle salme i tempi sono tutto sommato accettabili per la cremazione dei resti tumulati le rimostranze dei familiari sono molte e evidenziano una criticità che è doveroso cogliere e soprattutto risolvere.
Evidenzio che il fermo dell’impianto di cremazione è costato alle casse comunali 150.000 euro di minor entrate, la riparazione poi costerà 70.000 euro e per ogni salma inviata a Firenze il Comune paga 40 euro. Certo parlare di cifre su una tematica come questa è fastidioso, infatti io punto il dito più sul fatto che non si può continuare a far vivere questo disagio a cittadini che vivono già una situazione di dolore e fragilità.
Quando viene riesumato un proprio caro si vive una situazione dolorosa e sarebbe compito dell’amministrazione comunale mettersi a disposizione dei cittadini fornendo informazioni chiare e puntuali e mitigare al massimo il disagio arrecato da un inconveniente tecnico. Inconveniente tecnico di cui chiederò conto, perché 7 mesi di fermo mi sembrano troppi, soprattutto sembrano troppi a quei tanti cittadini che anche a mezzo stampa chiedono risposte. La memoria e il dolore meritano il massimo rispetto e il massimo dello sforzo da parte dell’amministrazione o almeno una risposta alla richiesta di legittime informazioni”.
Paolo Tosi
Consigliere PD










