TORRI – Una passeggiata al fresco dei boschi dell’Appennino tosco-emiliano, in questi tempi di “surriscaldamento” climatico del pianeta, fa sempre piacere. Ma c’è piacere e piacere.
Vuoi mettere, durante una di queste passeggiate, imbattersi in uno di quelli che vengono definiti come “alberi monumentali”? Una di quelle piante che la Regione Toscana e il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali hanno censito e selezionato per proteggerle e salvaguardarle. Non una vera e propria rarità, ma di sicuro un incontro singolare.

E un incontro del genere lo si può fare andando a passeggio nei bellissimi e ben curati castagneti nei dintorni di Torri, frazione montana del comune di Sambuca. Più precisamente in quelli della Torraccia, una borgata poco prima del paese, dove se ne trovano addirittura due, a qualche passo di distanza l’uno dall’altro. Qui, quasi al bordo dalla strada, vicino alle case, si trova un grande castagno.
Una specie di albero “mito” che sta lì da più di quattrocento anni. È nato, insomma, quando la Toscana era ancora un Granducato, tanto per dargli una collocazione storica. Ha messo le sue prime radici quando, probabilmente, lì c’era solo un bosco incolto che si trovava sulla via per scavalcare i monti verso la pianura Padana.

Ai primi abitanti della zona, questi castagneti hanno dato di che vivere e sfamarsi. Perché queste montagne, e quelle di Torri in particolare, fino alla seconda guerra mondiale, e anche dopo, erano popolate soprattutto da contadini, boscaioli e allevatori. Non c’era nemmeno la strada per arrivare al paese; vi si arrivava solo a piedi o con i muli, attraverso impervi sentieri. Si viveva coltivando con difficoltà la terra strappata alla foresta e con i frutti dei castagni. La farina di castagne era, a quei tempi, l’alimento principale.
Ed ecco che il nostro castagno secolare ha così sfamato tante generazioni di “torrigiani”, come si chiamano gli abitanti del paese. Ed ancora oggi è lì che guarda e sorveglia chi gli passa accanto. Non più affamato e isolato abitante del luogo, ma escursionista o solo camminatore occasionale.
Basta prendere la strada che da Candeglia porta verso l’Acquerino, la cosiddetta Pistoia-Riola, e dopo seguire le indicazioni verso L’Acqua, Monachino, Lentula, poi svoltare a sinistra per Torri. Circa un chilometro prima del paese, si trova l’abitato della Torraccia, sempre a sinistra. Cinquanta metri e il castagno secolare si scorge sulla destra, ben segnalato da un visibile cartello, a un passo dalla strada asfaltata.

Con un po’ di pazienza e qualche passo in più, circa un centinaio di metri sul sentiero, se ne può trovare un altro, anch’esso segnalato, più o meno della stessa età e dimensione. Il tutto è uno spettacolo: un bel bosco di castagni, tra prati verdi ben curati. Come un presepe. A quel punto, rammentando il caldo cittadino, non sapremo se apprezzare di più l’aria fresca o la bellezza del paesaggio che ci appare. Ma è bello esserci.










