di Caterina Benini
TREPPIO – Ieri sera a Treppio, una piccola frazione del Comune di Sambuca Pistoiese, si è svolta la Processione di Gesù Morto, un suggestivo rito che si ripete ogni tre anni. L’evento di quest’anno è stato particolare perché l’ultima processione risale al 2019, prima del Covid.

Era dunque molto attesa sia dai paesani, sia dai tanti amanti delle rievocazioni che aspettavano con trepidazione questa edizione.
La tradizione affonda le sue radici in tempi lontani. La prima volta che è stata organizzata correva l’anno 1888 e fu fatta per volontà della confraternita della Misericordia coadiuvata dalla congregazione delle Suore Mantellate, che proprio a Treppio ha la sua casa madre. Nell’occasione le Suore sfilarono per la prima volta in processione portando la Madonna dietro a Gesù Morto. Le fondatrici, insieme ad altre consorelle, attraversarono le vie del paese aiutate da alcuni uomini che le affiancarono nel percorso, pronti ad aiutarle soprattutto nei tratti più impervi.
La tradizione vuole che siano percorsi non solo tratti asfaltati ma anche viottoli e stradine che passano all’interno delle varie borgate.
Ieri sera gli organizzatori hanno previsto un itinerario ridotto a causa del brutto tempo dei giorni passati che ha reso alcuni tratti scivolosi. Le Suore Mantellate sono particolarmente legate a questa tradizione e ancora oggi collaborano con la Misericordia del paese per la realizzazione dell’evento. Nel 2011, in occasione dei 150 anni dalla nascita dell’ordine delle Suore Mantellate, la processione fu anticipata di un anno.

Ieri sera per le vie di Treppio hanno sfilato oltre cinquanta figuranti tra soldati, vestiti con tuniche e mantelli colorati, a personaggi della rievocazione religiosa, al coro che ha accompagnato la processione con canti e preghiere. Moltissimi i fedeli che hanno preso parte al corteo percorrendo le strade del paese, illuminato solo da candele e fiaccole che hanno reso davvero suggestiva e magica l’atmosfera. Le stazioni della via Crucis sono state preparate con cura dalle famiglie che davanti alla propria casa hanno allestito un piccolo altare con candele e fiori.
Nel buio della notte, la processione si è snodata per le vie del paese, avvolgendo in un’atmosfera quasi surreale. Anche il tempo ha fatto la sua parte permettendo agli organizzatori di procedere con la processione.
Il prossimo appuntamento è per il 2028 con l’augurio che queste tradizioni siano salvate dall’incedere del tempo e dalla frenesia della vita quotidiana. Bisogna sperare nella buona volontà di persone come Sergio Maestrini, regista della processione, che mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie energie per non far morire usanze così speciali che ci ricordano


