PISTOIA – Il 10 agosto 2022, la notte delle stelle, un anno fa, ci lasciava il dottor Roberto Barontini, medico, consigliere comunale, assessore provinciale, deputato, presidente di Farcom, presidente della Croce Verde, dell’Istituto storico della Resistenza. Una vita al servizio della città, della Regione e del nostro Paese vissuta con smisurata passione, impegno e disponibilità. Sempre pronto ad aiutare gli ultimi e chi si trova in difficoltà. Ne andava fiero, fierissimo, e ce lo raccontava con entusiasmo da un lato e dispiacere dall’altro proprio per le tante, troppe ingiustizie che affliggono la società contemporanea, per le quali cercava soluzioni per rendere l’esistenza degli altri meno difficoltosa e meno complicata.

Questa passione l’ha messa al servizio del nostro Istituto nei vent’anni in cui è stato Presidente, l’Istituto era la sua “casa”, l’Istituto era sempre nei suoi pensieri ed infatti non appena eletto riuscì a farci avere una sede dignitosa, dato che eravamo alloggiati in un garage dove pioveva sui libri, sugli archivi e sui volontari.
Il trasferimento negli odierni locali di Viale Petrocchi n. 159 fu un suo primo successo ma fu importante perchè con una sede adeguata, vicina al centro, raggiungibile da chiunque, l’Istituto è diventato sempre più visibile, sono arrivati nuovi soci, nuove giovani studiose e studiosi. Amava molto intervenire nelle scuole, parlare ai giovani, sempre con quella passione che lo ha contraddistinto, e non mancava mai di citare e raccontare le gesta degli antifascisti, di Ferruccio Parri, Ugo La Malfa, Franco Antonicelli ma anche dei padri Costituenti. La Costituzione, la carta costituzionale il suo faro e la sua bussola, era sempre il suo punto di riferimento e si accalorava nel senso buono del termine quando ne parlava ai ragazzi, voleva che anche questi si facessero “partigiani della Costituzione”, che diffondessero ai loro compagni le gesta e i valori della lotta partigiana. Il partito d’azione, Giustizia e Libertà, la scelta di una democrazia repubblicana e parlamentare erano sempre nei suoi pensieri, non mancava mai di ricordarne il contributo alla storia del nostro Paese, sognava proprio una società in cui io mi prendo di cura di te indipendentemente dal sesso, dalla razza, dalla religione, dal credo politico, dalle possibilità economico – finanziarie, in cui giustizia e libertà e uguaglianza dialogano.
Questa società di liberi e uguali Barontini ha voluto ben incidere anche nel nostro Statuto laddove la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, la Convenzione di Ginevra, la Convenzione europea sui diritti dell’uomo (CEDU) , e anche lo studio dell’età contemporanea.
Il suo preoccuparsi per gli altri è stata una costante anche nella sua presidenza e lo ha fatto divulgando e tramandando i valori che stanno alla base del nostro Istituto, con la valorizzazione dell’Archivio Devoto sulla Shoah, il ricordo di “Sacco e Vanzetti”, il recupero della memoria della strage di Calamecca, i fratelli Guermani, i brasiliani della FEB e tanto altro ancora.
L’Istituto è stata la sua “casa” per venti anni.
Sei stato più giovane di tutti noi, ti sei circondato di giovani, ci hai trasmesso una ulteriore voglia di impegnarci anche in momenti complicati come quello attuale. E non ci fermeremo. Ricorderemo il dr. Barontini anche il 9 settembre 2023, quando apriremo alla cittadinanza l’Istituto, per presentare l’ultima pubblicazione sulla Guerra aerea a Pistoia e i bombardamenti alleati, fatto in collaborazione con l’Università di Lincoln.
Sonia Soldani,
Vicepresidente Istituto Storico della Resistenza







