di Giacomo Martini
VENEZIA – Nel 1938 in occasione della 6° edizione della Mostra del Cinema di Venezia, il film “Olympia” di vinse la coppa Mussolini ex aequo con “Luciano Serra pilota” di Goffredo Alessandrini.

Dopo 86 anni arriva fuori concorso il documentario scritto e diretto dal regista tedesco Andres Veiel indagando nel ricchissimo archivio di una delle protagoniste più amate e criticate del cinema del Novecento: Leni Riefensthal.
L’archivio raccoglie in modo ossessivo reperti e memorie della vita di Riefensthal, definita “La regista di Hitler”, la propagandista del Terzo Reich che con titoli come “La vittoria della fede”, “Il trionfo della volontà” e, appunto “Olympia” con cui racconta le Olimpiadi di Berlino del 1936, inneggiava al Fuhrer.
Nonostante le sue complicità e la sua devozione per Hitler, il suo cinema ha sempre rappresentato un punto di riferimento, di studio e di ricerca per moltissimi cineasti, soprattutto per la sua straordinaria capacità di utilizzare le immagini per esaltare la forza, la potenza, la volontà di dominio e di potenza che abita nell’uomo e che si esplica sempre nei regimi criminali. La regista è morta il 9 settembre 2003 all’età di 101 anni, a Poecking (Germania).
“La Reifensthal mi ha offerto l’opportunità di analizzare in profondità le connessioni tra l’estetica e la cornice politica della sua opera. La fascinazione rispetto alla maestosità del terzo Reich, la sua necessità di glorificare i corpi perfetti, vittoriosi e muscolosi, si ripropone in maniera prepotente oggi”. Così il regista tedesco Andres Veiel spiega la modernità ed il fascino che la sua opera esercita ancora.
Ma il lavoro di recupero storico della Mostra non finisce qui. Dopo 35 anni torna, restaurato, il film “Mahabharata” di Peter Brook nei tre episodi fondamentali con protagonista Vittorio Mezzogiorno. Un’opera unica della durata di 173 minuti ricalcata sul testo religioso dell’induismo, portata in giro in tutto il mondo come teatro e poi proposta come film a episodi. Un’opera piena di colori, emozioni, intrecci narrativi che ne fanno un poema tra mito e storia, unica e di straordinario fascino. Sarà in visione nella sezione Venezia Classici 2024.









