mercoledì, Settembre 9, 2026

A Vicofaro apre la mostra di Ebrima Danso, un migrante che racconta il suo viaggio

di Gaia Taddia

PISTOIA – Questa mattina alla chiesa di Vicofaro è stata inaugurata una mostra, l’artista è un giovane ragazzo, Ebrima Danso.

Ebrima Danso (foto Image-Reportpistoia)

All’inaugurazione, con Don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro, erano presenti Don Pietro Iancu, Mons. Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia, Don Pier Paolo Fellicolo, direttore generale della Fonadazione Migrantes, che ha supportato l’esposizione di Ebrima, e la stessa direttrice regionale di Migrantes, Sara Vatteroni

Ebrima ha 22 anni e il suo viaggio è partito dal Gambia, solo dopo un’immensa traverata è infine approdato a Vicofaro. E’ proprio a questo che i suoi quadri ci mettono di fronte: il concetto di itineranza. Se ne sa poco sulla migrazione e spesso allora ci si schiera a favore o contro senza approfondire la questione. Invece la narrazione di Ebrima non lo consente: le immagini parlano chiaramente di una storia e da sole bastano a raccontarne le difficoltà. Descrivono del viaggio dal Gambia alla Libia e poi c’è la traversata del Mediterraneo. Porre uno sguardo nuovo, più limpido, è questo forse l’intento della mostra, che trapela anche dalle parole di Don Massimo Biancalani.

A fianco del ragazzo questa mattina, il parroco racconta che l’idea di farlo esprimere liberamente su tela è sopraggiunta fin dall’inizio insieme a una finalità formativa. La mostra potrà così diventare narrrazione vivente e portare testimonianza della migranza in scuole e parrocchie. ”E’ pensata infatti proprio come una mostra itinerante”.

”Farsi interrogare dalle persone nei quadri” è lo scopo educativo della mostra – come riferisce Mauro, che ha aiutato il ragazzo a progettare il lavoro. “Ogni persona ha un volto e un sogno”, aggiunge.

I volti dei quadri obbligano ad andare oltre, a guardare le persone raffigurate con umanità. Non a caso il titolo della mostra è proprio “Un Segno tra Umanità e Disumanità”. Il senso sembra la risposta a un’esigenza, perchè, com’è stato detto stamattina, ”viviamo in un oceano di disumanizzazione”.

Il viaggio di Ebrima è ancora lungo infatti ”può diventare il pittore più bravo del mondo ma se fra pochi mesi non troverà lavoro non gli verranno rinnovati i documenti”, sottolinea Don Biancalani. Adesso lui si trova a Vicofaro, qui si può parlare di accoglienza di bassa soglia messa su ”perchè queste persone dopo i percorsi istituzionali non finiscano per la strada”. Parole di don Massimo, che si riferisce a quello che succede per tanti altri che non trovano punti come Vicofaro. E’ da chiarire che per Ebrima non basterà da sola l’accoglienza di Don Biancalani.

Eppure per quanto ”un’esperienza anche un pò sgangherata”, come la definisce Biancalani, risponde a bisogni di prima necessità che spesso non trovano corrispondenza nellle istituzioni.

Anche la responsabile regionale della Fondazione Migrantes, Sara Vatteroni, lo ha sottolineato. La situazione dei migranti dopo le strutture istituzionali ”ci pone un interrogativo sul processo integrativo, che forse non siamo in grado di mandare avanti noi come comunità italiana”, Al contrario vede ”le luci e le ombre dei processi non istituzionali” e il rischio di prendere posizioni a volte non corrette in merito, ma afferma che è necessario ”comprendere e ricucire”.

Allo stesso modo il presidente della Fondazione Migrantes don Pier Paolo Fellicolo ha notato l’importanza di accompagnare i migranti non solo in situazione di emergenzialità, come quellle che vede ogni giorno Don Biancalani quando arrivano famiglie che chiedono aiuto, ma essere presenti con loro anche in situazioni belle, ”di quotidianità”. Come l’inaugurazione della mostra di Ebrima.

Anche Mons. Fausto Tardelli ha voluto essere presente per ribadire come ”le migrazioni, ormai un dato della nostra società, e non solo un’emergenza, siano un qualcosa da affrontare tutti insieme perchè un problema di tutti, dello stato e dei cittadini”. E vede necessaria una partecipazione ampia, in cui tutti non possono fare tutto. “Anche Don Biancalani non può fare tutto”, ma se ognuno mette qualcosa si può fare accoglienza, dice il Vescovo di Pistoia. Prende Ebrima a esempio con le sue doti artistiche, infatti ”chi viene non è solo portatore di problemi ma anche di capacità e di lavoro”. E conclude affermando: ”non idealizziamo, ci sono i problemi, ma non solo quello”.

Un momento dell’apertura della Mostra (foto Image-Reportpistoia)

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