di Marco Cei
Dalla Enciclopedia Treccani: carbonica, anidride Gas incolore e inodore, CO2 (detto anche biossido o diossido di carbonio), più pesante dell’aria (densità 1,527 rispetto all’aria), facilmente liquefacibile, solubile in acqua, in alcol ecc. È il principale prodotto della combustione del carbone, degli idrocarburi e in generale delle sostanze organiche. […] L’anidride c. ha particolare importanza nei processi biochimici e fisiologici. Viene fissata dalle piante mediante la fotosintesi clorofilliana e impiegata per la sintesi dei glucidi, e dagli organismi animali per formare vari composti organici. Negli animali si forma continuamente anidride c. dai processi catabolici che si svolgono nei tessuti; in parte è eliminata con la respirazione e in parte rimane disciolta o combinata nel sangue e nei liquidi organici e contribuisce a mantenere costante l’equilibrio acido-base.

La CO2 è responsabile, insieme ad altri gas, del cosiddetto “effetto serra”, che rende la terra molto più abitabile degli altri pianeti, trattenendo buona parte delle radiazioni solari:
La CO2 è un composto atmosferico “naturale”, non tossico né nocivo. Una volta generata tramite respirazione cellulare, combustione o decomposizione delle molecole organiche, la CO2 trova la sua “casa ambientale” nell’atmosfera, dove permane per lungo tempo contribuendo all’effetto serra naturale: l’effetto serra è il fenomeno di termoregolazione naturale della Terra, che permette condizioni termiche idonee alla nascita ed al mantenimento della vita terrestre.
A partire dalla rivoluzione industriale, iniziata nel 1700, le emissioni di CO2 connesse con le attività umane hanno causato un progressivo accumulo di questo gas in atmosfera, accentuando l’effetto serra e determinando l’attuale surriscaldamento del clima terrestre. Molti altri gas hanno un “potere climalterante” più alto di quello della CO2, (metano, ossido d’azoto, gas fluorurati, come HFC e PFC), ma questa risulta comunque il principale e più rilevante gas ad effetto serra (contribuendo per oltre il 55% all’effetto serra odierno).
Le piante sono le principali utilizzatrici di anidride carbonica: vivono e crescono utilizzando elementi naturali e creano i tessuti di cui sono costituiti essenzialmente grazie all’acqua, all’energia del sole ed alla CO2 presente in atmosfera.
Attraverso il processo di fotosintesi l’albero e tutte le piante verdi la sottraggono quindi in modo naturale dall’atmosfera, dove questa si accumula a causa di numerosi e svariati processi, tra cui il più rilevante è costituito dalla trasformazione e consumo di energia (specialmente quella di origine fossile: gas e petrolio) operato dall’uomo.
Anche il Protocollo di Kyoto (1997, la cosiddetta COP3) valuta positivamente l’assorbimento forestale quale attività di mitigazione climatica, complementare ed integrativa alla riduzione delle emissioni “alla fonte”: attraverso la nuova forestazione e la gestione forestale (delle foreste esistenti) è possibile accrescere lo stoccaggio di carbonio immobilizzato nella biomassa vegetale, sequestrandolo rispetto al comparto atmosferico (in modo tale che – in forma di CO2- non possa esplicare il suo effetto climalterante nell’atmosfera stessa).

Ma quanta CO2 assorbe e sequestra un albero?
La risposta corretta è “dipende”, e da molti fattori.
Parlando di un albero (di specie arborea, ad alto fusto) in clima temperato situato in città (quindi un contesto di stress ambientali più elevati rispetto ad un contesto naturale) possiamo pensare che l’albero stesso possa mediamente assorbire tra i 10 ed i 30 kg CO2/anno, all’interno di un ciclo di accrescimento in cui l’albero raggiunge la sua maturità tra i 20 ed i 50 anni.
Discorso diverso per un albero (sempre di specie arborea, ad alto fusto) in contesto naturale, dove ci si può aspettare una crescita meno stentata ed un potenziale di assorbimento mediamente compreso tra i 20 ed oltre i 50 kgCO2/anno, in un arco temporale più lungo, mediamente compreso tra i 20 anni e la senescenza che dipende dalla specie ma che può superare gli 80- 100 anni.
Ma ogni pianta (erbacea, arbustiva, arborea), fino ai microorganismi vegetali più piccoli (come le cosiddette alghe azzurre, che sono batteri), esplicando la fotosintesi clorofilliana, assorbe anidride carbonica ed emette acqua e ossigeno. Una parte rilevante di questi processi sulla terra avviene infatti in ambiente acquatico (salato o dolce).










