di Marco Cei
Oggi sempre più siamo sopraffatti da una mole impressionante di informazioni e dati, molti dei quali provengono o appartengono al mondo dell’ambiente, ma che spesso lo travalicano e si diffondono dappertutto. Basta pensare al Recovery Plan, che nei prossimi 2-3 anni riverserà sul nostro paese progetti nei settori più disparati per 200 o 300 miliardi di euro e che per la sua gran parte deve contenere finalità e strumenti “green”, ecosostenibili e ambientalmente virtuosi.

Abbiamo perciò bisogno di aggiornare il nostro vocabolario, per non trovarsi in difficoltà di fronte a termini e concetti nuovi, sia per comprendere che per formare ed esprimere opinioni nostre. Da qui la proposta di Reportpistoia – quotidiano on-line di avviare una rubrica comunque molto agile con pagine da un minuto di lettura sui temi dell’ambiente, in particolare sulle parole che incontriamo più spesso dentro tutte le notizie. Questa rubrica, il cui titolo richiama un po’ l’infanzia e i libri di Pinocchio, è organizzata secondo l’alfabeto, dalla A alla Z, con una parola “verde” che verrà pubblicata ogni settimana e che comunque rimarrà a disposizione dell’utente per poter leggere (o rileggere) quei termini che casomai aveva perso o tralasciato.
Ambiente
Il sottotitolo stesso di questo Abbeccedario verde è incentrato su un tema, divenuto pervasivo e strabordante. Perciò ritengo sia utile affrontare come prima parola del dizionario proprio “ambiente”. Intanto partiamo da una sua definizione letterale, aiutati dalla Enciclopedia Treccani online: ambiènte s. m. (dal lat. ambiens -entis, participio presente di ambire “andare intorno, circondare”, in origine usato come aggettivo riferito all’aria o ad altro fluido) –1. a. Spazio che circonda una cosa o una persona e in cui questa si muove o vive. 1.b. In biologia, l’insieme delle condizioni fisico-chimiche e biologiche, in cui si può svolgere la vita degli esseri viventi: a. terrestre, marino, d’acqua dolce, ecc.; le relazioni tra organismi e ambiente, oggetto di studio dell’ecologia. 1. c. In geologia, insieme dei caratteri fisici, chimici e biologici che intervengono nel processo di formazione e di trasformazione delle rocce, ecc. ecc.

Di tutte queste definizioni molto vaste, che cercano di guardare a 360° e di comprendere tutto, nel senso comune ha invece preso campo un’accezione più mirata, che fa coincidere la parola ambiente con habitat, con i suoi fattori biotici e abiotici, in cui gli organismi vivono e con cui interagiscono nel corso della loro esistenza. Una interpretazione basata sull’ecologia, studio delle relazioni fra gli organismi e il loro ambiente.
Il manifestarsi e l’aggravarsi di problemi di natura ambientale a livello globale, il cui effetto principale è il progressivo inquinamento e surriscaldamento del pianeta, ha imposto questo tema anche nell’agenda pubblica, dapprima timidamente in alcune nicchie considerate radical-chic, poi via via con sempre maggiore importanza, fino a renderlo “il tema” essenziale per assicurare un futuro alle nostre generazioni e perciò assolutamente “politico”.
A livello nazionale la prima risposta si ebbe nei primi anni ’80 con la creazione di un Dipartimento per l’ecologia, che poco dopo fu trasformato in Ministero dell’Ambiente (1986). Oggi, 2021, coerentemente con tale evoluzione sistemica, il governo Draghi ha soppresso il Ministero dell’Ambiente facendolo confluire nel Ministero della Transizione ecologica, a cui sono state assegnate competenze anche in materia energetica, prima in testa al Ministero dello Sviluppo economico.

Anche nei soggetti deputati alla tutela dell’ambiente si è registrato l’ampliarsi delle responsabilità, passando dai singoli Enti Parco a quelli di ricerca, come l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), e di controllo come il NOE (Nucleo Operativo Ecologico) e l’ex Corpo Forestale, ora CUFAA (Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari), seppur dipendente dal MiPAAF (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali).
Ai più vari livelli – culturali, normativi, istituzionali – stiamo perciò arrivando alla consapevolezza che qualsiasi nostro comportamento, attività, produzione, ha un impatto significativo sull’ambiente complessivo e ne determina la sua sostenibilità nel tempo e nello spazio, imponendoci una responsabilità finora poco sentita e ancor meno praticata. Si sta aprendo l’epoca dell’etica ambientale, speriamo in modi e forme sostanziali e non solo di facciata. Per quelli, vi rimandiamo a una prossima puntata del dizionario (Greenwashing).









