sabato, Novembre 7, 2026

Abetone. Sullo skipass doveva intervenire la Regione Toscana

ABETONE – A pochi giorni dall’avvio della stagione sciistica è arrivato l’accordo tra le società che gestiscono gli impianti del comprensorio dell’Abetone. Una soluzione che, tuttavia, lascia più di qualche perplessità.

Gli sciatori si troveranno infatti davanti a due possibilità: acquistare uno stagionale allo stesso prezzo dello scorso anno, ma senza gli impianti della Riva, della Selletta e del Chierroni, oppure optare per uno skipass valido su tutto il comprensorio, pagando 100 euro in più.

“Senza voler entrare nel merito delle scelte imprenditoriali che hanno portato a questa soluzione, non possiamo non evidenziare come, ancora una volta, non si sia riusciti a raggiungere un obiettivo fondamentale: uno skipass unico per tutto il comprensorio sciistico dell’Abetone – scrive Fratelli d’Italia di Abetone Cutigliano -. Riteniamo che la Regione Toscana avrebbe dovuto svolgere un ruolo diverso e più incisivo. Non soltanto attraverso lo stanziamento di risorse economiche, ma assumendosi anche una responsabilità politica e istituzionale, facendosi promotrice di un indirizzo condiviso e di un accordo capace di tutelare gli interessi complessivi del territorio”.

La gestione degli impianti e il futuro del comprensorio sciistico non riguardano esclusivamente le singole società, ma rappresentano una questione strategica per l’intera montagna, per il turismo, per le attività economiche e per tutto l’indotto.

Perché la Regione non è intervenuta per favorire un accordo complessivo? – chiedono in una nota – Perché si è lasciato che la questione fosse affrontata esclusivamente al tavolo degli imprenditori?

“È evidente che le società private, legittimamente, assumono le proprie decisioni sulla base di valutazioni economiche, dei rispettivi bilanci e della propria autonomia imprenditoriale – scrivono -. Proprio per questo sarebbe stato necessario un intervento politico capace di guardare oltre i singoli interessi e di individuare una soluzione nell’interesse generale. Ci chiediamo inoltre perché si sia voluto lasciare scoperto un tassello così importante, esponendo il comprensorio a un concreto rischio di perdita di competitività rispetto alle altre stazioni sciistiche e rischiando di penalizzare ulteriormente l’immagine della montagna toscana e il suo sistema economico. Non possiamo pensare di affrontare le difficoltà del nostro territorio esclusivamente attraverso finanziamenti e contributi economici, per quanto importanti e necessari. Servono anche programmazione, capacità di coordinamento, indirizzo politico e una visione condivisa del futuro. La montagna non ha bisogno soltanto di risorse economiche, ma di una strategia. A queste domande chiediamo risposte serie e concrete, senza ulteriori rinvii e senza nascondersi dietro la sola disponibilità di finanziamenti. Il futuro del comprensorio sciistico dell’Abetone riguarda tutti e merita un impegno istituzionale all’altezza della sua importanza.”

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ultime in provincia