PRATO – Un percorso sonoro, poetico e drammaturgico sulle sponde del Bisenzio per un’esperienza diversa e immersiva alla scoperta del fiume tra ricordi, suggestioni e riflessioni.
Il programma del Settembre Prato è Spettacolo si arricchisce quest’anno di una “camminata sonora” sulle rive del fiume, realizzata il mese scorso dall’attore pratese Francesco Dendi (già ideatore e produttore dell’analogo progetto “Walk in Sound” presso il Museo di Palazzo Pretorio), che oltre a scrivere il testo ha registrato e campionato i suoni e le tracce musicali presenti nella registrazione. Muniti di cuffie e audioguide, i partecipanti alla camminata, giunti al punto di partenza, hanno dato avvio alla registrazione (in traccia unica della durata di 50 minuti) e hanno seguito Dendi lungo il sentiero che da via Amendola, a pochi passi da piazza Mercatale, costeggia e risale il Bisenzio su entrambe le sponde (lunghezza del percorso a piedi 3 km, difficoltà molto facile).

La narrazione, che assume i connotati del diario di un temporaneo “ritorno a casa” (ma si può intendere anche, metaforicamente, come un ritorno alle origini e al tempo dell’infanzia) è ambientata nell’arco di sette giorni “di un mese imprecisato in un anno del secolo scorso”. Un tempo volutamente indefinito, che ciascun ascoltatore può interpretare liberamente e nel quale può riflettere le proprie esperienze personali o comunque trovare analogie con il proprio passato.
I sette capitoli del racconto, uno per ogni giornata, sono scanditi dalla distribuzione ai partecipanti da parte di Dendi di altrettante fotografie scattate in vari punti del percorso lungo le rive del Bisenzio: ogni immagine è accompagnata da una didascalia evocativa che fa riferimento a un ricordo, una sensazione o una riflessione sviluppata in quel momento dal narratore attraverso i suoni e le parole della registrazione.
È un percorso analogico che si dipana e si articola attraverso associazioni di idee, a partire da una “storia” che mescola ricordi personali e suggestioni scaturite dal passeggiare lungo le rive del fiume (anche se il Bisenzio non viene mai menzionato con il suo nome, ma come fiume generico, rendendo questo progetto fruibile anche per altre realtà al di fuori di Prato). C’è per esempio il ricordo di quando il narratore, al tempo bambino di quattro o cinque anni, durante una mattina d’estate ebbe il suo primo ” contatto diretto” con il fiume durante una passeggiata insieme agli zii; attraverso le parole ma soprattutto i suoni e la musica a evocare lo scrosciare dell’acqua, il frusciare dei rami al vento, e tutti i “tipici” rumori lungo le rive fluviali, ecco che il narratore ci trasporta in una dimensione intima e fanciullesca, descrivendo con i suoi occhi di bambino la “scoperta” del fiume e dei suoi “tesori”.
Ma non c’è solo l’elemento del ricordo, anzi questo è solo l’occasione e il pretesto per aprire tanti collegamenti e tante “parentesi” sul tema del fiume e soprattutto sul tema dell’acqua, elemento fondamentale dell’esistenza di ogni forma di vita e imprescindibile per la sopravvivenza umana.

L’acqua evoca memorie didattiche e scolastiche, quando veniva studiata nella sua composizione chimica nelle ore di scienze naturali; ci riporta agli albori della storia dell’umanità e all’epoca remota delle antiche civiltà fluviali, come quelle sviluppatesi in Mesopotamia (“terra tra due fiumi”: ecco come l’elemento fluviale risulta ricorrente attraverso i millenni) con le prime città che nascono proprio vicino ai corsi d’acqua; ci suggestiona con le leggende e i miti legati al diluvio, comuni a tantissime civiltà antiche anche lontane e diverse tra loro. Senza dimenticare citazioni di autori antichi e moderni che hanno dedicato pagine delle loro opere all’acqua, come il poeta Khalil Gibran e il letterato Brunetto Latini, maestro di Dante Alighieri.
Evocazioni “interdisciplinari” che ci fanno riflettere ma anche suoni che ci emozionano, ci trasportano lontano, ci distraggono dal caos e dal traffico della città per condurci, in maniera sia fisica sia simbolica, alla “riscoperta” e alla contemplazione della natura che in questo caso si può trovare ancora oggi lungo le sponde meno urbanizzate del Bisenzio, procedendo dal centro di Prato verso Santa Lucia.
Un viaggio sentimentale, evocativo, poetico, naturalistico e drammaturgico, con protagonista costante l’acqua che vivifica, purifica, rinnova e lava con il suo procedere senza sosta e il suo ciclo destinato a durare all’infinito. E forse dobbiamo ricominciare a imparare proprio questo, ad abbandonarci e lasciarci talvolta trasportare dalla sua corrente.
Perché, come affermava Eraclito, “tutto scorre”.









