MONSUMMANO – Contina lo sversamento di materiale che rende scure le acque nel fosso Candalla a Monsummano.

Dopo una nuova segnalazione relativa alla presenza di acque scure e di una moria di pesci ARPAT di Pistoia è tornato sul posto nelle giornate del 29 e 30 luglio per approfondire gli accertamenti già avviati con il sopralluogo del 27 luglio.
“Nel corso delle verifiche – scrive l’ARPAT – è stato individuato, all’interno di una fossa a monte del Candalla, uno sversamento di materiale di colore nero, di natura oleosa e con un odore riconducibile alla lavorazione delle olive. Lo stesso materiale interessava anche un fossato collegato alla fossa campestre.
Le ispezioni lungo il fosso Candalla hanno evidenziato un marcato peggioramento rispetto al sopralluogo effettuato il 27 luglio. In diversi tratti del corso d’acqua sono state riscontrate acque di colore nero, presenza di schiuma, odori caratteristici e numerosi esemplari di pesci morti. Le misure effettuate in campo hanno rilevato concentrazioni di ossigeno disciolto molto basse, incompatibili con la sopravvivenza della maggior parte della fauna ittica. Secondo le valutazioni tecniche, il fenomeno è riconducibile alla presenza di un elevato carico di sostanza organica, il cui processo di degradazione ha determinato un forte consumo di ossigeno, aggravato dalle elevate temperature e dalla ridotta portata del corso d’acqua”.
Nel sopralluogo del 30 luglio è stata confermata la persistenza della contaminazione nei tratti più interessati, mentre nei settori più a valle, fino all’area del Padule di Fucecchio, le acque presentavano caratteristiche progressivamente più vicine a quelle tipiche di un corso d’acqua superficiale e la fauna ittica risultava presente.
“ Il confronto tra le misure effettuate nei due giorni – prosegue la nota ARPAT – evidenzia un lieve incremento dell’ossigeno disciolto in alcuni punti, segnale di un iniziale processo di riossigenazione delle acque, pur permanendo valori ancora critici per la fauna ittica.
Alla luce degli accertamenti svolti è stato richiesto al Comune di procedere quanto prima alla rimozione delle carcasse dei pesci presenti nei tratti interessati del fosso Candalla”.
Nel frattempo roseguono le indagini per approfondire l’origine del fenomeno.






