di Elisabetta Branchetti
PISTOIA – Adriano Mariotti, ha 37 anni e da oltre 20 canta, tra serate di piano bar e orchestre da ballo. Dopo uno stop forzato dovuto alla pandemia, aveva deciso di appendere il microfono al chiodo, per dedicarsi in toto al lavoro e alla famiglia. La chiamata per partecipare al programma condotto da Gabriele Corsi del Trio Medusa (“Don’t Forget the Lyrics – Stai sul pezzo” ), nel 2022, giunse quasi inaspettata, riaprendo una strada che sembrava ormai essersi chiusa.

Adriano Mariotti, musicista poliedrico e sognatore, fa fatica a capire chi è; nella vita ha sempre vissuto di grandi passioni, che spesso però si sono affievolite presto portandolo a continui cambi di rotta.
Quando è scoccata la passione per il canto?
Fin da molto piccolo ho maturato un amore immenso per la musica, che però non è mai riuscito a sbocciare in pieno per nessun strumento musicale, fin quando, all’età di 12 anni, ho scoperto di avere qualche piccola attitudine al canto.
Quali percorsi hai fatto?
Ho iniziato a studiare con Fernando La Vigna, che insegnava nella scuola Menichini di Pistoia, per poi cambiare molti insegnanti e cercare di trarre, da ognuno, i migliori consigli sulle tecniche canore. Ricordo con molto piacere le lezioni col maestro Luca Pacini, grandissimo tenore, con Valentino Simon che insegnava all’accademia di Eleonora Di Miele, fino a Stefania Scarinzi, eccezionale docente di canto jazz. Oggi sicuramente mi pento di non aver seguito fino in fondo alcuni dei percorsi vocali che ho intrapreso e soprattutto di non aver approfondito lo studio della teoria musicale. È comunque grazie alle meravigliose persone che ho incontrato sul mio percorso, primi su tutti Raoul Erario e grazie a lui Elisabetta Branchetti, che già dai 14 anni sono riuscito ad esibirmi su molti palchi ed ho iniziato la mia carriera da performer nelle prime serate di pianobar.
Oltre a cantare suoni anche uno strumento?
Una delle prime esibizioni che porto del cuore risale al 2002. All’età di 15 anni, con una vecchia tastiera, un computer e un impiantino audio in prestito, sono stato invitato a cantare su uno dei palchi per me più significativi della mia carriera: quello della festa paesana di Castellina di Serravalle. Significativo perché questo piccolo paesino della provincia di Pistoia mi ha praticamente tenuto a battesimo e posso dire che proprio da lì ha spiccato il volo la mia “carriera” musicale.

Con la tua band che genere musicale proponete?
Negli anni ho portato avanti vari progetti artistici, qualcuno più soddisfacente, alcuni da dimenticare, altri che mi pento di non essere riuscito a valorizzare e portare avanti. Tra i vari progetti, quello per il quale rimpiango di non essere riuscito a dedicare abbastanza tempo è la “MariottiJazzBand”, nata da una bellissima esperienza con la famosa orchestra da ballo “I Bahia” con la quale ho calcato tutti i palchi dei più importanti dancing italiani e in cui ho conosciuto quelli che poi sarebbero diventati i componenti della MJB. La MJB nasce dalla voglia di confrontarsi con un repertorio importante, che spazia dal Jazz allo Swing, ai grandi classici italiani e arrangiamenti unici di brani famosi. Con Davide Bertini al piano e Domenico Pepe alla batteria come colonna portante del trio base e grandi musicisti del calibro di Moraldo Marcheschi al sax, Alessio Bianchi alla tromba, Andrea Rossi Paggetti e Mirco Capecchi a basso e contrabbasso, la formazione ha suonato con regolarità fino al 2020, anno in cui, per cause ben note, il mondo intero, non solo quello musicale, ha subito una battuta d’arresto. Il periodo pandemico ha purtroppo contribuito ad allontanarmi dalla musica, fino a pensare di appendere il microfono al chiodo per dedicarmi in toto alla mia attività lavorativa che nel frattempo occupava da sé già più tempo del dovuto.

Sei stato il campione dei campioni a “Don’t ForGet the Lyrics” format sulla 9 condotto da Gabriele Corsi. Raccontaci l’esperienza. La rifaresti?
Una sera di maggio del 2022, facendo zapping in TV, vedo passare una stringa che parlava di casting per un programma a tema musicale. Cresciuto, come molti della mia generazione, a pane e Sarabanda, ho provato ad inviare la mia candidatura. Quando, dopo circa due mesi, mi hanno chiamato per i primi provini, ho capito che il programma sarebbe stato “Don’t Forget the Lyrics”, condotto dal mitico Gabriele Corsi (quello del Trio Medusa su Radio Deejay, ndr). Dopo qualche settimana ero su quel palco, davanti alle telecamere, senza nessuna aspettativa e certamente senza sapere che quell’esperienza sarebbe stata l’innesco che avrebbe riacceso il mio amore per la musica e la mia passione per il canto. Le poche ma importantissime puntate vinte, che mi hanno portato a potermi fregiare del titolo di campione dei campioni, oltre a regalarmi una grandissima visibilità mi hanno permesso di conoscere persone meravigliose, tra i concorrenti e gli addetti ai lavori, con le quali ancora oggi organizziamo incontri e che sono diventati veri amici.
Ognuno di noi ha dei sogni nel cassetto da realizzare, tu quale tireresti fuori nell’immediato?
A dicembre 2022, subito dopo la messa in onda del programma e sulla scia di questa nuova fama, ho tirato fuori da un cassetto e rielaborato una vecchia idea per uno spettacolo teatrale musicale, sul tema della musica swing negli anni 30 e 40 e la sua messa al bando da parte del governo fascista. Dopo un veloce riadattamento e la scrittura del copione, a febbraio 2023 abbiamo potuto portare finalmente questo mio sogno in scena sul palco del bellissimo teatro Yves Montand di Monsummano Terme, intrattenendo il pubblico con la “MariottiJazzBand” in formazione completa dal vivo e un gruppo di 12 ballerini swing. Il sogno purtroppo si è scontrato con la realtà della vita e del lavoro che mi sono scelto e che per fortuna/purtroppo non mi lascia abbastanza tempo da dedicare a questa passione. Un mio desiderio sarebbe di riuscire a trovare un po’ di tempo per concentrarmi sulla preparazione tecnica e musicale, e di trovare più spazio per esprimermi artisticamente, magari rispolverando alcuni degli inediti chiusi nella scrivania.











