mercoledì, Settembre 9, 2026

Aggressione a un picchetto di operai in sciopero alla ditta L’Alba. Calci e pugni

MONTEMURLO – La titolare della fabbrica che distrugge i gazebi del presidio sindacale e prende a pugni e calci gli operai. Poi una macchina con dentro persone arrivate per picchiare gli operai dell’Alba Srl in sciopero a difesa dei loro posti di lavoro e dei loro diritti. Un lavoratore è rimasto a terra dopo essere stato colpito più volte. L’hanno dovuto portare via in ambulanza.

Lo scrive il Sindacato Sudd Cobas di Prato in una drammatica denuncia.

Un momento dell’aggressione

Ad un anno dall’assalto a bastonate al presidio di Seano – continua il Sindacato -, ancora scene di violenza contro chi esercita il diritto di sciopero.

Gli operai presi a cazzotti non lavorano per una confezione cinese, ma cuciono e stirano capi di abbigliamento di importanti brand della moda, quelli che in negozio arrivano a costare quanto un loro stipendio.

Diritti negati, società che chiudono e riaprono sotto altri nomi e violenza contro chi protesta: succede questo nella giungla di appalti e subappalti della moda Made In Italy.

I brand committenti non pensino di essere estranei. Quello che è accaduto all’Alba Srl li riguarda direttamente.

Prato non può più essere la città dei diritti negati e della violenza contro chi sciopera.

Facciamo appello a tutta la cittadinanza, alla società civile e alle istituzioni a reagire. Siamo pronti alla mobilitazione.

STASERA ore 21:00 ASSEMBLEA PUBBLICA IN RISPOSTA ALL’AGGRESSIONE

Un anno dopo l’infame aggressione di Seano – scrive ancora Sudd Cobas – e il corteo che ha visto scendere in piazza migliaia di persone in risposta, stringiamoci di nuovo attorno agli operai in sciopero aggrediti dai titolari de L’Alba Srl questa mattina.

Siamo nelle filiere dei brand della moda Made in Italy, capi venduti a migliaia di euro in una giungla di appalti e subappalti che vorrebbero negare i diritti ai lavoratori.

Pugni in faccia, gazebi sindacali spaccati, picchiatori che arrivano in macchina. Facciamo appello a tutta la cittadinanza, alla società civile e alle istituzioni a reagire.

Prato non può essere la città dei diritti negati e della violenza contro chi sciopera.

Vescovo Tardelli: “Segnale definitivo che ci invita a non voltarci dall’altra parte

“Mi sento di esprimere la vicinanza ai lavoratori della ditta di Montemurlo, oggetto di una ingiustificabile violenza. L’ennesimo gravissimo atto che si è consumato proprio oggi nella zona industriale di Montemurlo è il segnale definitivo che ci invita a non voltarci dall’altra parte. I diritti dei lavoratori, e in special modo quello di sciopero, vanno tutelati e difesi e sono da condannare tutte quelle azioni volte a intimidire o a zittire un legittimo dissenso di chi lavora. Il moltiplicarsi di questi fatti preoccupa e indigna, a maggior ragione quando i protagonisti della vicenda, come in questo caso, sembrerebbero essere aziende che lavorano per grandi marchi internazionali, che fanno della condotta etica e dell’attenzione ai diritti dei lavoratori nell’intero arco delle catene di fornitura e nelle filiere, un tratto distintivo.
Tutta la classe politica Toscana dovrebbe prendere seriamente in esame il problema della evidente crisi del comparto industriale, sia pratese che più in generale toscano, che sta sfociando, come in questo caso, anche in episodi di illegalità, sfruttamento e lavoro povero, a danno in prima battuta dei lavoratori e di tutta la comunità”.

Dichiarazione Selma Ferrali, direttrice ufficio pastorale sociale e lavoro: “Necessario riprendere il lavoro con corpi intermedi, comunità e aziende”

“Da alcuni anni come ufficio pastorale sociale e lavoro diocesano stiamo facendo un percorso sul tema del coinvolgimento e del dialogo tra corpi intermedi aziende lavoratori e comunità locali. In questo senso ritengo che il contributo dei laici e della chiesa, anche sulla sica profetica di Papa Francesco, con i suoi richiami al lavoro buono e dignitoso, e di Papa Leone, con il riferimento alla Rerum Novarum e alla questione sociale, sia fondamentale e debba ispirare le azioni di tutti noi. Ormai non si tratta più di non abbassare la guardia, dobbiamo rimboccarci le maniche e ripartire da capo.

Ne va del lavoro e delle dignità delle famiglie e dei tanti migranti che abitano con speranza questa porzione di territorio”.

Furfaro (Pd): “Gravissima aggressione a Montemurlo, piena solidarietà ai lavoratori

“A Montemurlo, nel cuore del distretto tessile di Prato, 18 lavoratori stavano semplicemente protestando per rivendicare condizioni di lavoro dignitose. Denunciavano straordinari non pagati, sabati di lavoro obbligatori senza compenso, contratti fittizi con inquadramenti inferiori alle mansioni reali. Per questo erano in presidio da giorni davanti alla fabbrica L’Alba Srl.

Questa mattina, invece di ascoltare le loro richieste, hanno ricevuto calci e pugni. Secondo la denuncia del sindacato, la titolare e persone a lei vicine hanno distrutto il gazebo e aggredito gli operai, tanto che uno di loro è finito in ospedale portato via in ambulanza. Scene documentate in un video che lascia senza parole. Esprimo piena solidarietà ai lavoratori e al sindacato che li sostiene. È inaccettabile che nel 2025 in Italia chi sciopera per i propri diritti venga preso a botte.

Non può esistere che il Made in Italy si regga sulla precarietà, sugli appalti senza regole e sulla violenza contro chi lavora. Chiediamo chiarezza immediata, individuazione delle responsabilità e controlli rigorosi. Anche e soprattutto a tutela di chi ogni giorno lavoro rispettando le regole e la dignità delle persone. Il distretto di Prato è un simbolo di lavoro e dignità, non un far west dove chi protesta viene picchiato. Lo Stato deve esserci, con regole, legalità e rispetto delle persone. Senza diritti il Made in Italy perde non solo credibilità, ma anche la sua anima. Nessuno si sottragga a questa battaglia per la legalità”.

Lo dichiara Marco Furfaro, deputato e componente della segreteria nazionale PD.

Biagioni (PD): “Inaccettabile violenza contro lavoratori, questa sera saremo all’assemblea”

“È inaccettabile che nel 2025 si ripetano episodi di violenza contro chi esercita legittimamente il diritto di sciopero. A Montemurlo i lavoratori rivendicavano semplicemente condizioni di lavoro dignitose: otto ore al giorno, ferie regolari, malattia e permessi. Diritti elementari che in un Paese civile dovrebbero essere garantiti a tutti. La mia piena solidarietà va agli operai aggrediti e ai SuddCobas. Siamo di fronte a un episodio inaccettabile che necessita di una risposta a fianco di chi è sfruttato e ha il coraggio di lottare. Come Partito Democratico questa sera saremo presenti all’assemblea. Prato non può essere il luogo dove chi protesta viene aggredito”.

Lo dice Marco Biagioni, segretario del PD Prato.

Gioffredi (Cgil): “Solidarietà piena agli operai in lotta” 

“Assolutamente inaccettabile che si aggrediscano lavoratori in lotta per i loro diritti”, si esprime così il segretario generale della Cgil Prato Pistoia Daniele Gioffredi sui fatti accaduti a Montemurlo.

“E’ soprattutto intollerabile – prosegue Gioffredi – che continuino nel distretto tessile azioni violente contro lavoratori che hanno il solo torto di reclamare condizioni di lavoro dignitose, di protestare contro forme odiose di sfruttamento, di rivendicare giusti compensi, di chiedere orari di lavoro rispettosi delle persone”.

“Sono situazioni – continua il segretario generale Cgil Prato Pistoia – che troppo spesso si manifestano frequentemente nel distretto tessile. Anche di recente ci sono state cause e denunce da parte della Cgil, grazie a lavoratori che avevano trovato il coraggio di rendere noti stati produttivi che non possono essere in alcun modo giustificati. Una piaga, quella dello sfruttamento, da debellare, che richiede l’impegno di tutto il sistema socio-economico pratese. Precarietà e sfruttamento non possono far parte della nostra civiltà economica, come invece avviene ormai non poche volte a Prato, e nel nostro Paese. Il diritto dei lavoratori a lottare per affermare le loro giuste ragioni deve essere preservato in tutti i modi.

Come Cgil Prato Pistoia siamo a fianco dei lavoratori aggrediti. E’ necessario intervenire su tutta la filiera produttiva per evitare che si scarichino sui soggetti più deboli i costi sociali della concorrenza al ribasso.

L’illegalità deve essere contrastata in tutte le sue forme. E’ una responsabilità che impegna tutti, dalle istituzioni, agli organi che hanno il compito di far rispettare le leggi, alle forze sociali”.     

Il Sindaco al presidio di via delle Lame

La solidarietà del sindaco e presidente della Provincia di Prato, Simone Calamai: “Inaccettabile aggressione”

Il sindaco del Comune di Montemurlo, anche nella sua veste di presidente della Provincia di Prato, oggi pomeriggio si è recato al presidio di via delle Lame nel Comune di Prato – al confine con Montemurlo- per esprimere vicinanza e solidarietà ai lavoratori che stamattina hanno subito un’aggressione da parte della proprietà dell’azienda per la quale lavorano e alla quale chiedono il rispetto dei diritti contrattuali. Presente anche il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

“Ho voluto incontrare i lavoratori per portare loro, in prima persona, la mia personale solidarietà e delle amministrazioni che rappresento, il Comune di Montemurlo e la Provincia di Prato – ha detto Calamai ai lavoratori – La violenza è sempre inaccettabile e tutti i comportamenti che non siano rispettosi del lavoro e dei diritti delle persone sono da condannare e da perseguire con forza. L’aggressione di stamattina è stato un episodio bruttissimo che noi, in alcun modo, non possiamo tollerare sul territorio. Oltre a quella che è la vertenza sindacale in corso, anche noi cercheremo, di nostra iniziativa, di chiarire alcuni degli aspetti della vicenda a partire dai rapporti tra questa azienda e alcuni suoi committenti. Faremo tutto il possibile per dare sostegno alla lotta di questi lavoratori, che non chiedono nient’altro che il rispetto del contratto di lavoro, ottenuto dopo una dura lotta sindacale, e il mantenimento del loro posto di lavoro. Chiediamo il rispetto dei diritti e dei contratti di lavoro”.

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