mercoledì, Settembre 9, 2026

Al Dolce Stil Novo di Poggio a Caiano la presentazione di “Willy” Figlio d’un cane!”

PRATO – Sarà sabato 1 aprile alle 17 presso Dolce Stil Novo a Poggio a Caiano in via Vittorio Emanuele II, 43 la presentazione del libro “Willy! Figlio d’un cane!” di Giuseppe Caselle, che è stato simbolo della ripartenza culturale dei nostri territori. Il volume è stato il primo, infatti, edito dalla Attucci editore di Carmignano dopo il lockdown. Il libro di Caselle è il racconto di un incontro, con un essere speciale, un cane appunto. Due vite si incrociano per caso, per destino, per fortuna, per volontà, per l’intreccio di mille coincidenze, ma al di là del motivo in sé, ad ogni modo, l’incontro che le spinge ad abbracciare il loro sogno ha sempre in sé qualcosa di fantastico. E non hanno bisogno di immaginare la loro realtà, imparano a viverla, la loro realtà.

Devono coincidere così tante cose per far andar bene una storia: sguardi, tempi, luoghi. L’amore è un semplice miracolo che a volte consiste addirittura nell’essere amati a dismisura da qualcuno che ci ama più di quanto noi amiamo noi stessi. In questa storia i cani portano le persone che li amano a scoprire cose, dentro di sé, che non sapevano. Educano il loro sguardo a essere più attento verso il profilo della vita.

Domina nella storia il sentimento dell’amore. Che genera gioia, sorpresa, stupore. Ma amore che porta anche una dura condanna per chi è crudele, per malvagità o per insensibilità. E amore che genera dolore, più volte, fino a quello più alto. Ci sono situazioni che, se non vissute, non possono essere comprese appieno dalle parole di altri. E l’intesa, la complicità, l’amore fra cani e uomini rientra in queste. Ma l’autore ci fa capire molto della realtà di azioni, sensazioni, sentimenti da lui vissuta. E, anche se Willy è narrato in ampia parte dal dentro dell’animo di Giuseppe Caselle, è protagonista ben rappresentato di questa storia.

Giuseppe Caselle, pur esteta nella sua ormai lunga nel tempo dimensione artistica di scultore, che certo qui non rinnega, ha subordinato tutto al racconto e alla descrizione di ciò che gli premeva. È un libro principalmente morale: l’itinerario della memoria è un tornare incontro a chi, carissimo, è stato portato via dalla morte.
E, come il Cirano di Guccini, Caselle pensa che deve esistere un luogo di “giustizia”. E lì si rincontreranno.

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