mercoledì, Luglio 15, 2026

Al Forte Belvedere di Firenze la mostra dedicata a Marino Marini

FIRENZE (ANSA) – ”Dama: Four acts”, il progetto espositivo che ha inaugurato l’estate culturale di Forte Belvedere a Firenze attraverso un percorso che intreccia arte contemporanea, patrimonio storico e paesaggio, si arricchisce di un nuovo capitolo, il secondo, con l’apertura al pubblico di “No heroes”, mostra dedicata a Marino Marini. L’esposizione sarà visitabile dal 16 luglio al 16 ottobre.
Con ‘No Heroes’, a cura del direttore del Museo 900 di Firenze di Sergio Risaliti, una selezione di cinque sculture in bronzo di Marino Marini entrano in dialogo con le opere di Paolo Canevari la cui esposizione God Year ha aperto il 24 giugno ‘Drama: Four acts’.

Si dà così vita a un allestimento, si spiega, “di forte intensità emotiva e concettuale”. Il confronto tra Marini e Canevari affronta il tema della storia, esplorando l’essenza più profonda della condizione umana, dei conflitti e della crisi della civiltà umanistica.
“Con ‘No Heroes’ il Forte Belvedere torna ad essere un luogo di ricerca, dialogo e sperimentazione, dove il patrimonio storico incontra i grandi protagonisti dell’arte moderna e contemporanea – ha detto Giovanni Bettarini, assessore alla Cultura del Comune di Firenze -. Il confronto tra l’opera di Marino Marini e quella di Paolo Canevari offre al pubblico un percorso di straordinaria intensità, capace di mettere in relazione epoche diverse attraverso temi universali come la fragilità dell’uomo, il conflitto, la memoria e la speranza. È questo il senso del progetto ‘Drama: Four Acts’: valorizzare uno dei luoghi simbolo della città attraverso una proposta culturale di alto livello, che invita cittadini e visitatori a vivere il Forte come uno spazio aperto al confronto, alla riflessione e alla scoperta”.
Per Risaliti “l’accostamento con Canevari restituisce una lettura sorprendentemente attuale dell’opera di Marino Marini. Nell’allestimento prevale un disegno drammaturgico che esalta il contrasto e pure una inversione dei contenuti”.

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