mercoledì, Settembre 9, 2026

Al Metastasio in prima assoluta “La casa dei Rosmer” di Ibsen

PRATO – In prima assoluta da martedì 19 a domenica 24 marzo al Teatro Metastasio, Elena Bucci e Marco Sgrosso rileggono uno dei drammi più significativi di Ibsen, LA CASA DEI ROSMER, una coproduzione di Teatro Metastasio di Prato, Centro Teatrale Bresciano, ERT Emilia Romagna Teatro/Teatro Nazionale realizzata in collaborazione con Compagnia Le belle bandiere e sostenuta da Regione Emilia Romagna e Comune di Russi (feriali 20.45, sabato 19.30, domenica 16.30).

Il turbolento interno ibseniano, l’austera Casa Rosmer, è la dimora di una famiglia che vanta una centenaria genealogia di uomini di valore – di chiesa, politici, governanti – vissuti secondo i valori della tradizione. Il discendente Johannes Rosmer, ex pastore vedovo, vuole affrancarsi da questo passato abbracciando nuovi ideali che lo mettono in contrasto con l’antico mondo di appartenenza. Ritenuta responsabile di questa inversione di tendenza è Rebekka West, la governante rimasta nella casa anche dopo il misterioso suicidio della moglie di Rosmer.

Una scena dello spettacolo “La casa dei Rosmer” (foto di Ilaria Costanzo)

I due fondatori delle Belle Bandiere si rivolgono a questo testo del 1886 per trarre le radici delle contraddizioni che viviamo nel nostro presente. Quello ritratto da Ibsen è infatti uno scenario che si ripete nella storia: una politica intessuta di intrighi, prepotenze e menzogne perpetrate sia in nome della conservazione che del cambiamento, rapporti di convenienza travestiti da felicità che si nutrono di ambizione e crimini.

In questa casa simbolo di continuità – afferma Elena Bucci – i protagonisti cercano di strapparsi al passato, con il suo peso di obblighi, colpe, errori, per proiettarsi in un futuro dove possano sentirsi utili, servire la verità, la libertà. Ma sono loro stessi i primi a tenere in vita i fantasmi che sbarrano la strada. Questa favola cupa, dove relazioni, personaggi e dialoghi solo in apparenza naturalistici scivolano nel simbolico, lascia un imprevedibile spazio all’umorismo, quando si intravedono le paure e le mediocrità di ognuno dei personaggi, che tanto somigliano a quelle di noi tutti. Casa Rosmer è un palcoscenico, è il mondo. Affacciati alla grande finestra del sipario attori, personaggi, pubblico, spiano l’uno nell’altro il futuro”.

“Ciò che rende Ibsen così vicino alla nostra sensibilità – prosegue Marco Sgrosso – non è soltanto la profonda introspezione dei suoi personaggi, ma anche quel simbolismo astratto dei contrasti ricorrenti: luce e buio, perdono e colpa, gioia e dolore, vita e morte. In Casa Rosmer, con una forza ereditata dalla tragedia greca, i morti tornano a condizionare l’esistenza dei vivi, rendendola un continuo esame di coscienza. Gli spettri reclamano nuova vita e si attanagliano ai vivi. E la morte, unico spiraglio verso la pacificazione dello spirito, ha l’aspetto elegante di due cavalli bianchi”.

All’interno delle scene di Nomadea, accanto a Elena Bucci e Marco Sgrosso, vestiti da Marta Solari, illuminati dalle luci di Daria Grispino e avvolti nella drammaturgia sonora di Raffaele Bassetti ci sono Emanuele Carucci, Francesco Pennacchia e Valerio Pietrovita.

Attorno allo spettacolo sono previsti: martedì 19 marzo alle ore 19, presso la caffetteria del Metastasio, un incontro di approfondimento del ciclo Sorsi di Teatro a cura di Luisa Bosi, e mercoledì 20 marzo dopo lo spettacolo per il ciclo Punti focali, un incontro aperto al pubblico tra gli artisti e i giovani partecipanti al laboratorio di scrittura critica Nebulosa che mettono a fuoco i temi e le questioni innescati dallo spettacolo, guidati da Lorenzo Donati.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI