PRATO – Ieri 23 febbraio al Teatro Metastasio di Prato è andato in scena un doppio concerto del MetJazz 2026.
Una serata in collaborazione con Eventi Music Pool che ha messo in dialogo due mondi diversi, legati però da un filo a stretto a doppio nodo, la creatività: Mariá Portugal e Marta Warelis e The Tiptons Saxophone Quartet & Drums.
Due mondi diversi, due modi di intendere l’improvvisazione, un’unica traiettoria che ha attraversato il jazz contemporaneo nelle sue forme più vive.

Ad aprire la serata sono state Mariá Portugal e Marta Warelis, un incontro che ha subito imposto un clima di ascolto profondo. Portugal, figura centrale della scena brasiliana, ha portato sul palco una visione che intreccia voce, batteria, percussioni ed elettronica con una naturalezza quasi coreografica. Warelis, tra le pianiste più versatili dell’improvvisazione europea, ha risposto con un pianoforte capace di mutare pelle a ogni gesto: percussivo, liquido, astratto, melodico.
Il loro dialogo non ha mai cercato appigli formali, preferendo muoversi per tensioni, aperture improvvise, sospensioni che dilatavano il tempo. È stata un’esibizione che ha trasformato il palco in un laboratorio emotivo, dove ogni suono sembrava nascere da un ascolto reciproco radicale.

Il passaggio a The Tiptons Saxophone Quartet & Drums ha cambiato l’atmosfera senza spezzarla, come se la serata avesse deciso di mostrare due facce complementari della stessa libertà.
Il quartetto di sassofoni tutto al femminile, fondato nel 1988 a Seattle da Amy Denio e Jessica Lurie, è salito sul palco con la compattezza di una micro big band e la forza di un ensemble che ha fatto della pluralità la propria identità.
Insieme a Sue Orfield e Tina Richerson, e sostenute dalla batteria di Robert Kainar, The Tiptons Saxophone Quartet & Drums hanno attraversato jazz, funk, gospel e suggestioni balcaniche con una vitalità che non concede tregua.
Le voci si intrecciavano ai fiati, i temi si aprivano in improvvisazioni collettive, il ritmo avanzava con passo deciso, sempre pronto a sorprendere. È musica che celebra la coralità, che gioca con le forme senza mai perdere precisione, che unisce teatralità e rigore in un equilibrio tutto suo, capace di coinvolgere il pubblico anche con la semplicità di una singola nota come nel finale che lo ha visto partecipe del brano, proprio intonando una singola nota in un messaggio corale di pace.

La serata è stata un percorso coerente nella sua diversità: l’intimità esplorativa del duo Portugal–Warelis con il loro mutare tra silenzi e frastuono si è intrecciata con la forza collettiva e trascinante de The Tiptons Saxophone Quartet & Drums senza annullarsi, ma illuminandosi a vicenda.
MetJazz 2026 ha confermato ancora una volta la sua vocazione a mettere in relazione linguaggi e visioni, offrendo al pubblico non solo concerti, ma esperienze che continuano a risuonare ben oltre l’ultimo applauso.









