PRATO – Coprodotto da Teatro Metastasio di Prato insieme a Elsinor Centro di Produzione Teatrale, da giovedì 20 a domenica 23 aprile al Teatro Fabbricone c’è “ZIO VANJA. Un’indagine sulla ferocia”, uno spettacolo che, firmato dalla regista Simona Gonella, si addentra in una delle opere più celebri di Cechov esplorando le relazioni tra personaggi a partire dai contorni della loro contagiosa spietatezza (feriali 20.45, sabato 19.30, domenica 16.30).
Si tratta di un classico della letteratura teatrale mondiale che consente di esplorare senza compromessi le relazioni familiari e interpersonali dei personaggi. L’interesse del lavoro è centrato su quanto queste relazioni possano diventare feroci, sulla brutalità di una convivenza forzata per lungo tempo tra persone che non provano empatia tra di loro, sulla impossibilità di essere felici.

La storia racconta come il ritorno dell’anziano professore e di sua moglie nella tenuta di campagna (in cui vivono stabilmente Vanja, sua nipote Sonja, Telegin e la balia, e nella quale è di casa il dottore) disturbi gli equilibri di un microcosmo familiare già minato da antiche ruggini e inneschi un sottile gioco al massacro in cui emergono vecchi rancori, tensioni taciute, passioni frustrate e non corrisposte.
Uno spazio astratto, geometrico, dominato dal rosso intenso di un tappeto e di una parete, riverbera e amplifica la ferocia delle relazioni tra i protagonisti, incatenati ad un eterno ripetersi di un quotidiano sempre uguale, all’interno di un claustrofobico ring. Tutte le disfunzioni della famiglia e di chi le gira intorno vengono messe a nudo: vittime e carnefici paiono danzare insieme in un ambiente asfissiante, oppressi da rapporti stantii e corrotti e desideri mai soddisfatti.
I movimenti di questa danza sono scanditi da azioni spesso crudeli, dettate dal bisogno di ciascuno di soddisfare i propri desideri o quel che ne resta. Una ferocia delle relazioni che i membri della famiglia esercitano gli uni sugli altri, una contagiosa spietatezza che inquina i rapporti e incastra senza apparenti vie d’uscita, disegnando un quadro sociale bloccato da una fatale incapacità.
“Di Zio Vanja mi ha sempre colpito soprattutto questa spietatezza, questo spingere il dito nella piaga fino a impedirle di rimarginarsi – afferma la Gonella -. Mi sembra che parli così tanto di ciò che siamo noi oggi, di noi che ci parliamo addosso, di noi che, immobili, aspettiamo di ‘diventare‘ ciò che vorremmo, di noi che ferocemente anteponiamo la nostra furia egotica a tutto e a tutti, di noi sempre all’alba di una grande rivoluzione“.
Attorno allo spettacolo, sabato 22 aprile alle ore 18.00, al Fabbrichino, è previsto un incontro di approfondimento nell’ambito di CASA TEATRO, il progetto di Unicoop Firenze e Murmuris che promuove la partecipazione e il coinvolgimento attivo del pubblico. Per partecipare all’incontro la prenotazione è obbligatoria entro martedì 18 aprile, chiamando i numeri 338/6708623 – 338/3471295.
Biglietti da 15 a 18 euro.










