di Giacomo Martini
TORINO – Dal 21 al 29 novembre al via la 43 edizione del Torino Film Festival, seconda edizione con la direzione di Giulio Base.
Tra i 16 film in concorso gli italiani EVA di Emanuela Rossi e IL PROTAGONISTA di Fabrizio Benvenuto. Tra i documentari, Bobò di Pippo Delbono (in uscita con Cinecittà Luce), Mothers di Alice Tomassini e Nel blu dipinto di rosso di Stefano Di Polito.
Fuori concorso il film d’apertura Eternity di David Freyne, Il prigioniero di Alejandro Amenabar con Alessandro Borghi, Dracula di Rau Jude, Highest 2 lowest di Spike Lee, il remake di Kiss of the spider woman di Bill Condon, Magellan di Lav Diaz con Gael Garcia Bernal, Norimberga di James Vanderbilt con Russel Crowe, Olmo di Fernando Eimbcke (che vinse a Torino nel 2013), The birthday party con Willem Dafoe, Le cri des gardes di Claire Denis con Matt Dillon, Pillon di Harry Lighton (finalista EFA).
Nello Zibaldone restauri e novità come Avemmaria di Fortunato Cerlino, The estate di Carlo Gabriel Nero con Vanessa Redgrave e Franco Nero; Juventus-Il decennio d’oro di Angelo Bozzolini, Laghat-Un sogno impossibile di Michael Zampino, Quasi Grazia di Peter Marcias con Laura Morante, Ritratti di cinema di Paolo Civati, Separazioni di Stefano Chiantini con Barbora Bobulova e Adriano Giannini, Strike-Figli di un’era sbagliata di Berti-Nasta- Tricarico, Vita mia di Edoardo Winspeare, Zorro di Sergio Castellitto.
Un’edizione all’insegna delle grandi stelle e dei relativi tappeti rossi. L’elenco è lunghissimo: Jacqueline Bisset, Antonio Banderas, Sergio Castellitto, Stefania Sandrelli, Spike Lee, Claude Lelouch e Andrej Sokurov. E’ chiaro a tutti che la nuova filosofia del festival si distingue radicalmente dalla storia del TFF che si era evidenziato fin dalle origini (si chiamava Torino Giovani) per una politica innovativa e di ricerca, mentre questa si fonda unicamente sullo star system.










