venerdì, Ottobre 23, 2026

Al via la stagione concertistica al Manzoni con Servillo, Baeva e Leonore

PISTOIA – Dopo la Cameristica, ai nastri di partenza anche la Stagione Concertistica al Manzoni, promossa e realizzata da Fondazione Teatri di Pistoia col sostegno di Fondazione Caript.

L’inaugurazione è in programma sabato 29 novembre (ore 20.30) al Teatro Manzoni, con l’Orchestra Leonore, cuore creativo e propulsivo del progetto ideato e sviluppato dal direttore musicale Daniele Giorgi, che continua a distinguersi per qualità e coerenza: un’avventura artistica che, a partire da Pistoia, si afferma sempre più come punto di riferimento per chi cerca nella musica non solo bellezza, ma anche senso e visione.

Alena Baeva (foto di Andrej Gruijc)

Una serata di grande respiro, che accosta due capolavori di epoche e linguaggi diversi: il Concerto per violino op. 61 di Beethoven – affidato ad Alena Baeva, tra le violiniste più affermate della sua generazione, artista dal suono incandescente e dalla profondità interpretativa rara – e Il borghese gentiluomo di Strauss, deliziosa suite che rilegge Molière in una forma orchestrale ricca di humour e raffinatezza.

La voce recitante sarà quella di un artista poliedrico e di grande carisma come Peppe Servillo, che interpreterà un suo adattamento del testo capace di incorniciare la musica con intelligenza e misura (in collaborazione con Aida Studio Produzioni).

Il Concerto in re maggiore op. 61, unico concerto per violino scritto da Beethoven, è oggi una pietra miliare del repertorio, amato per il suo equilibrio miracoloso: alla nobiltà quasi sinfonica dell’orchestra si intreccia la voce del violino, che canta con limpidezza e lirismo, trasformando la virtuosità in poesia.

La suite Il borghese gentiluomo, rielaborata da Richard Strauss dalle musiche di scena aveva scritto come accompagnamento ad un testo teatrale di Hofmannsthal tratto da Molière, trasporta invece lo spettatore in un mondo di eleganza e ironia: una partitura scintillante dove la grazia settecentesca incontra la tavolozza orchestrale del Novecento, restituendo in musica la finezza e l’ironia del teatro molieriano.

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