PISTOIA – L’Associazione Vivaisti Italiani (AVI) è tra i protagonisti di Peatless, il nuovo progetto di ricerca europeo che punta a sviluppare substrati alternativi alla torba, materiale ancora oggi largamente impiegato nelle coltivazioni ma non rinnovabile, sempre più difficile da reperire e con costi crescenti. AVI è uno dei tre partner italiani coinvolti – insieme al CIC-Consorzio Italiano Compostatori e al CREA-Consiglio per la ricerca in agricoltura – e guiderà le attività di sperimentazione, coordinando un network di aziende per le prove in campo.

Perché Peatless
La torba, pur essendo un substrato ad alte prestazioni ampiamente utilizzato in orticoltura e vivaismo, è una risorsa naturale non rinnovabile. Per questo l’Unione Europea, nell’ambito della strategia verso la neutralità climatica al 2050, promuove soluzioni alternative, locali e sostenibili, capaci di garantire qualità e competitività migliorando le prestazioni ambientali. Finanziato dal programma Horizon-Climate, Peatless è un progetto RIA (Research and Innovation Action) della durata di tre anni che coinvolge dodici partner multidisciplinari provenienti da Spagna, Belgio, Svizzera e Italia.

Le proiezioni sono rilevanti: il successo del progetto permetterebbe, entro il 2050, di risparmiare 2,5 milioni di metri cubi di torba ed evitare 900mila tonnellate di emissioni di CO₂, con benefici per oltre 5.000 aziende orticole in 40 regioni europee.
«Accogliamo con favore questo progetto europeo, sempre più consapevoli della necessità di investire in sostenibilità – dichiara Vannino Vannucci, presidente di AVI –. Metteremo a disposizione le nostre aziende per la sperimentazione e condivideremo i risultati nel corso dei tre anni. È un’ulteriore iniziativa che conferma l’impegno quotidiano di AVI per un vivaismo responsabile ed ecosostenibile».
«Con Peatless – aggiunge Eva Lopez del CIC – cerchiamo substrati alternativi alla torba da applicare a tre diversi sistemi colturali: funghi, orticoltura e vivaismo ornamentale, garantendo resa e qualità. Testeremo circa 18 miscele contenenti al massimo il 30% di torba, utilizzando materie prime locali. Il progetto si articolerà in tre fasi: la prima, già avviata, è dedicata all’analisi delle esigenze del settore; la seconda, prevista per la primavera 2026, selezionerà cinque miscele per una sperimentazione di sei mesi; la terza valuterà a lungo termine le tre miscele più promettenti».
Le sperimentazioni si svolgeranno principalmente nelle aziende vivaistiche del territorio pistoiese, dove AVI metterà a disposizione competenze e strutture, confermando ancora una volta il ruolo centrale di Pistoia e del vivaismo italiano nel panorama internazionale.







