mercoledì, Settembre 9, 2026

Aldo Cazzullo al Manzoni: qualche polemica per l’organizzazione dell’evento

PISTOIA – La lectio magistralis di Aldo Cazzullo al Teatro Manzoni per l’apertura ufficiale dell’anno di Pistoia Capitale italiana del Libro si è rivelata un successo di pubblico andato ben oltre le aspettative, con il teatro gremito e andato presto esaurito in ogni ordine di posti.

Tuttavia la grande affluenza che si è verificata sabato pomeriggio non ha mancato di suscitare qualche lamentela tra i presenti e le proteste di chi è rimasto fuori dal teatro ed è stato rimandato indietro perché nel frattempo era già stata raggiunta la piena capienza.

Aldo Cazzullo durante un momento della sua conferenza (foto di Giovanni Fedi)

L’evento, come riportato nella locandina e in tutti i comunicati ufficiali, era “a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti”, fatto che ha convinto molti interessati ad arrivare con largo anticipo e mettersi in coda fuori dai portoni del Manzoni già un’ora abbondante prima dell’inizio, previsto per le ore 16.

Il personale del teatro ha iniziato a far entrare il pubblico occupando prima la platea, poi i palchi e infine la galleria, ma alle 15,30 la fila, pur scorrendo, correva lungo il primo tratto di via Bindi raggiungendo la piazzetta di Monteoliveto. A quel punto era chiaro che tutti non sarebbero potuti entrare per trovare posto nel teatro, considerando anche che alcuni spazi devono rimanere liberi per motivi di sicurezza e in caso di emergenze: nel momento in cui è stata raggiunta la capienza massima consentita le porte sono state di fatto chiuse e coloro che erano rimasti fuori hanno dovuto rinunciare ad assistere all’evento.

Da qui si sono levate alcune proteste per la gestione caotica dell’evento, per non aver tenuto conto dell’ampia partecipazione di pubblico e per le modalità con le quali è avvenuto l’accesso al teatro. Alcuni hanno lamentato anche la presenza, nella prima parte della platea e su alcuni palchi laterali, di posti riservati alle autorità, a rappresentanti delle istituzioni, a giornalisti e fotografi, a invitati a vario titolo che a loro giudizio avrebbero ridotto i posti disponibili per il pubblico “esterno”. La presenza di posti riservati e prenotati ha generato quindi un equivoco e portato a dei malintesi, con discussioni tra le persone in coda e alcuni dei prenotati, accusati – a torto – di voler “saltare la fila” e accaparrarsi posti prima degli altri.

Insomma, un esordio come Capitale del Libro dove non sono mancati qualche polemica e mormorio – d’altra parte siamo a Pistoia, che come ha ricordato lo stesso Cazzullo è definita da D’Annunzio “città dei crucci” per le sue secolari lotte intestine e la sua vis polemica – che forse si sarebbero potuti evitare attraverso un’organizzazione dell’evento un po’ più attenta.

Senza bisogno di cambiare location – il Teatro Manzoni è, per la sua storia e per quello che rappresenta per la comunità e la cultura pistoiese, il luogo più adatto e pertinente per un simile evento – una soluzione poteva essere quella di permettere a tutti gli interessati di prenotare in anticipo il posto, come avviene nella maggior parte degli eventi a ingresso gratuito ma con un numero contingentato di capienza.

Mandare via le persone che magari sono venute da fuori città e si sono fatte la coda perché nel teatro non ci sono più posti disponibili non è stato certo piacevole per il personale del Manzoni, che però a quel punto non poteva comportarsi in altro modo, nonostante le proteste e le recriminazioni di chi non è riuscito a entrare.

Un evento apprezzato e applaudito da tutti i presenti, “macchiato” però da questo difetto di carattere organizzativo, sul quale i responsabili dovrebbero riflettere. L’auspicio è che in futuro, per eventi gratuiti dove non è previsto un biglietto di ingresso e che coinvolgono personaggi noti a livello mediatico – e comprensibilmente di grande richiamo per il pubblico – vengano adottate altre modalità di accesso o di prenotazione per organizzare al meglio la partecipazione degli interessati e per evitare disguidi e sterili polemiche che rischiano di offuscare il valore culturale dell’evento stesso.

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