mercoledì, Settembre 9, 2026

Alessandro Barbero “star” ai Dialoghi: una divulgazione storica che attrae e coinvolge

di Caterina Benini

PISTOIA – Una piazza Duomo piena, applausi già prima dell’inizio e un entusiasmo che raramente accompagna una conferenza di storia.

La presenza di Alessandro Barbero ai Dialoghi di Pistoia si è trasformata in un evento capace di richiamare un pubblico trasversale e numerosissimo.

Alcune immagini della lezione di Alessandro Barbero sul valore del corpo nel Medioevo per i Dialoghi di Pistoia (fotografie di Giovanni Fedi)

I segnali sono arrivati al momento dell’apertura delle vendite quando i biglietti per la lectio magistralis dedicata al corpo nel Medioevo sono andati esauriti in quindici minuti. Un dato che racconta bene quanto il professore torinese sia oggi molto più di uno storico accademico: un fenomeno culturale capace di attirare studenti, insegnanti, appassionati di storia, famiglie e semplici curiosi.

Prima dell’incontro delle 21.30 in Piazza Duomo, Alessandro Barbero ha incontrato la stampa con grande disponibilità, rispondendo senza esitazioni a ogni domanda e anticipando, con il suo consueto tono appassionato e coinvolgente, alcuni dei temi che avrebbe poi sviluppato sul palco, restituendo al pubblico tutta la complessità e il fascino del Medioevo.

“L’Italia è uno strano Paese spaccato in due – ha detto ai giornalisti – abbiamo il record di quelli che non leggono ma, al tempo stesso, abbiamo un pezzo del nostro Paese che ha fame di discussione, di lettura, di cultura, non c’è da stupirsi che ci sia tanta gente che ha una gran voglia di andare a sentire dialoghi, conversazioni e discussioni anche sulla storia”.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti prima della serata ai Dialoghi di Pistoia, dedicati quest’anno al tema “Il corpo in divenire”, Alessandro Barbero ha offerto anche una riflessione sul rapporto tra l’uomo e il proprio corpo, ricordando come il desiderio di giovinezza e perfezione non sia affatto una prerogativa contemporanea. “Anche nel Medioevo – ha spiegato – piaceva l’idea di essere giovani, belli e forti, e si soffriva davanti all’invecchiamento”.

Con il suo consueto sguardo capace di intrecciare storia e presente, Barbero ha sottolineato come la vera differenza rispetto a oggi fosse soprattutto l’età in cui ci si confrontava con il declino fisico, allora molto più precoce, trasformando così il Medioevo in uno specchio utile per leggere le fragilità e le ossessioni del nostro tempo.

Alle 21,30, in piazza Duomo, Barbero è stato accolto come una vera star. Selfie, richieste di autografi, file ordinate ma interminabili già molto prima dell’inizio dell’incontro. E soprattutto una platea sorprendentemente eterogenea: ragazzi giovanissimi accanto a studiosi, adulti, pensionati, lettori abituali di saggi storici e persone che probabilmente non aprirebbero mai un manuale di storia medievale, ma che restano affascinate dalla sua capacità narrativa.

È proprio qui che si misura il successo comunicativo di Barbero. La sua forza non sta soltanto nella competenza accademica, universalmente riconosciuta, ma nella capacità di trasformare la storia in racconto vivo, concreto, umano. Nei suoi interventi il Medioevo perde la polvere dei luoghi comuni scolastici e torna a essere un mondo popolato da uomini e donne reali.

Durante la serata pistoiese, il tema del corpo nel Medioevo è diventato un viaggio attraverso la quotidianità medievale, un racconto capace di alternare rigore scientifico, aneddoti e momenti di ironia, mantenendo costante l’attenzione di tutti i presenti.

Un ruolo fondamentale, nel costruire questo straordinario rapporto con il pubblico, lo hanno avuto anche i nuovi strumenti di comunicazione: podcast, video, estratti condivisi sui social, Barbero ha saputo utilizzare linguaggi contemporanei senza snaturare il contenuto, intercettando soprattutto le nuove generazioni.

In un’epoca in cui la storia rischia spesso di restare confinata ai programmi scolastici, il professore è riuscito a renderla materia viva e popolare, dimostrando che anche temi apparentemente lontani, come il Medioevo, possono appassionare migliaia di persone.

Un risultato raro, che racconta quanto la divulgazione culturale possa ancora diventare occasione di partecipazione collettiva.

I Dialoghi di Pistoia hanno vissuto una delle serate più partecipate e calorose delle ultime edizioni, confermando come la cultura, quando trova il linguaggio giusto, riesca a riempire le piazze e Barbero sembra riuscirci con naturalezza.

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