di Paolo Gestri
PISTOIA – “Arte Liberty & Déco”, cinquanta opere in mostra dalla fine dell’Ottocento alla fine degli anni Quaranta del Novecento.
E’ la mostra in corso, fino al 18 ottobre, nella ex chiesa di San Giovanni Battista, in corso Gramsci 37 a Pistoia, a cura di Paolo Gestri, aperta dalle 10,30 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Il catalogo si apre con diverse pagine con scritti e foto sulla storia e le finalità benefiche la Fondazione San Giovanni Battista, proprietaria della ex chiesa, che ha concesso l’uso della monumentale location: “Questo evento è di prestigio – hanno detto il presidente Paolo Baldassarri e la direttrice Paola Merlo – ed è perfettamente in linea con i nostri progetti di promozione della cultura e della nostra città”.
Quanto all’esposizione – oltre 50 opere – si parte dagli ottocenteschi Luigi Ricci, verista ravennate e Giacomo Salmonì, allievo di Giovanni Fattori, e si giunge e si entra nel Novecento con l’arte nuova liberty di Galileo Chini e la successiva arte déco di Tito Chini.
I due, parenti tra loro, ebbero stretti legami nella fornace di San Lorenzo da cui partivano ceramiche, pitture, fregi e decorazioni verso le Terme, gli alberghi, monumenti e chiese in tutta l’Italia e oltre; di entrambi vediamo una bella serie di opere tra spolveri, disegni, acquarelli e tempere, con molta arte sacra, settore liberty e déco ormai noto, ma non abbastanza.
E quando siamo al centro del Primo Novecento ecco, gentilissima, l’arte di Egle Marini con due oli fronte – retro ed un “Cesto sul prato”. Egle non dipinse molto perché si credeva una dilettante al confronto col fratello gemello Marino, ma si sbagliava. A parte che i due esposero insieme alla Biennale di Venezia nel 1936, secondo giudizi autorevoli, lei non era seconda al geniale fratello. La galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, il Comune ed una Banca di Pistoia ne custodiscono alcune opere. Ma non meno sorprende suo marito, “il professore” Alberto Giuntoli, con due opere superlative: “La donna al piano” e “Ritratto di giovane donna”. Per entrambi, capolavori assoluti.
Il seguito della mostra è un omaggio all’arte come scoperta e proposta. Gestri presenta oli e grafica rintracciati nei mercatini e mercati d’antiquariato, taluni a Parigi. Per quanto anonimi, pure questi sono esempi – e taluni esemplari – dei primi anni Quaranta del Novecento, in gran parte classificabili nel cosiddetto Ritorno all’ordine, poetica ancella della tradizione che della qualità pittorica fece la propria bandiera.









