di Andrea Mori
PRATO – C’è preoccupazione tra chi frequenta la biblioteca Lazzerini, dopo i furti dei giorni scorsi, quando due giovani sono stati derubati dei loro zaini. Il furto è avvenuto venerdì tra le 14.30 e le 15.

I protagonisti, loro malgrado, sono Elia Rotolo e Costanza Carlesi.
La biblioteca, sostengono Elia e Costanza, spesso è popolata da personaggi “discutibili”, una osservazione che ha suscitato qualche polemica sui social.
“Qualcuno ci accusa di aver puntato il dito contro i senzatetto come gli autori del furto – dice Costanza -, cosa però che noi non abbiamo assolutamente fatto, anche perché non lo pensiamo. Si tratta di una questione totalmente diversa ma che, a nostro parere, meritava di essere fatta presente”.
I due ragazzi stavano studiando al primo tavolo sulla destra, nella sala principale al piano terra. Pochi minuti di pausa e al loro ritorno le borse erano sparite. Elia aveva dentro praticamente tutto: portafoglio, documenti, patente, carta di credito, di debito, caricatori del cellulare, cuffie e i manuali per studiare per i concorsi. A Costanza è andata un po’ meglio: le hanno rubato testi i per preparare l’esame di settembre e gli occhiali.
Subito dopo aver scoperto il furto hanno girato tutta la biblioteca, dentro e fuori, per poi tornare nella sala generale dove raccontano di aver incontrato una coppia che ha detto di aver notato un ragazzo e una ragazza – probabilmente stranieri e più giovani – aggirarsi tra i tavoli con fare sospetto. Lei indossava una maglietta rossa. Non sembravano affatto lì per studiare.
“Non c’è vigilanza, la Lazzerini è diventata terra di nessuno – denuncia Elia –. Non ci sono solo i ladri, ma di tutto e di più: clochard che vengono a dormire nella sala giornali, a lavarsi, a mangiare, a farsi i fatti loro, a volte infastidendo le persone. È una situazione di evidente degrado che riteniamo giusto segnalare. Nel pomeriggio abbiamo anche parlato con un ragazzo che ci ha detto di essersi già lamentato per questi furti e che spesso i delinquenti scappano in direzione del Soccorso. Quello che ci tengo a dire è che manca del tutto l’interesse per la sicurezza di questo spazio culturale”.
Costanza racconta che, nel momento in cui sono usciti per prendere un caffè, si è seduta subito su una panchina di fronte alla facciata della biblioteca, da dove ha potuto vedere tutte le persone che entravano e uscivano. Per questo motivo è convinta che chi ha rubato gli zaini sia passato dal retro, facendo notare come il cancellone sul retro fosse aperto, un dettaglio che – osserva – andrebbe forse rivisto.
“Ora, trattandosi di un luogo pubblico è giusto che chiunque voglia possa entrare – premette la studentessa –, ma dall’altra parte è pur sempre una biblioteca. Chi ci lavora non può fare molto, me ne rendo conto, perché la responsabilità dei nostri oggetti è nostra, tuttavia va anche detto che dovrebbe entrare chi va lì per studiare, leggere e così via. Sarebbe insomma auspicabile che venga trovato un modo per regolamentare, almeno un minimo, gli accessi.”
I due ragazzi hanno denunciato l’accaduto venerdì ai carabinieri. Ora, spiegano, partirà il controllo delle telecamere per cercare di individuare i responsabili.
“Nel frattempo non ci sentiremo più tranquilli – concludono entrambi –, perché a questo punto quando andremo in bagno, alle macchinette, a riempire l’acqua, a mangiare, a prendere un po’ d’aria, saremo obbligati a portarci sempre tutto dietro”.



