mercoledì, Settembre 9, 2026

Allarme casa in Toscana: oltre 170 mila famiglie in crisi. Domani sciopero Fiom Cgil

FIRENZE – 250 sfratti al mese (e 5mila pendenti), 175mila famiglie in crisi abitativa, 3.600 alloggi Erp sfitti. E’ l’allarme lanciato da Cgil e Sunia che stamani, in occasione dell’iniziativa “la casa in Parlamento” hanno presentato ai candidati toscani presenti un decalogo di proposte sulle politiche abitative.

Edilizia residenziale pubblica (Erp)

“Stipendi bassi e costi abitativi esagerati stanno innescando una spirale soffocante per un numero crescente di persone e famiglie, addirittura tra chi possiede la casa in cui abita, approfondendo il solco delle disuguaglianze che già gravano sul tessuto economico e sociale delle nostre comunità”. A dirlo sono il segretario regionale Cgil Maurizio Brotini e Simone Porzio del Dipartimento politiche abitative e la segretaria toscana Sunia Laura Grandi insieme al segretario nazionale Stefano Chiappelli.

“Urge il ritorno a significative politiche di edilizia abitativa pubblica e il potenziamento degli interventi a sostegno dell’abitare sociale – aggiungono.

All’incontro erano presenti Emiliano Fossi e Federico Gianassi del Pd, Andrea Quartini di M5S, Francesca Conti e Salvatore Allocca di Up. In videocollegamento c’erano Alessandro Cosimi di Iv-Azione e Andrea Romano del Pd.

Contro il caro vita, intanto, Fiom Cgil ha indetto uno sciopero per domani mercoledì 21 settembre con presidio davanti alla Ocem a Firenze. La mobilitazione proseguirà poi anche nei prossimi giorni: venerdì 23 settembre le lavoratrici e i lavoratori della Comesca e di La Fortezza hanno indetto uno sciopero dalle 10 alle 11. Dalle 10:30 alle 11 è in programma un presidio davanti alla fabbrica della Comesca in Viale J. F. Kennedy 168, Pianvallico (FI). Sarà presente il responsabile zona Mugello della Fiom Firenze-Prato-Pistoia, Antonio Puoti. I lavoratori porteranno le loro bollette insostenibili a fronte di un salario invariato.

Le proposte contenute nel decalogo

Il decalogo proposto dai sindacati è stato sottoscritto/condiviso dai candidati presenti all’iniziativa di stamani. Altri candidati che, ad ora, hanno aderito ai contenuti del decalogo sono: Caterina Biti del Pd, Vincenzo Ceccarelli del Pd, Stefania Saccardi di Iv-Azione, Arturo Scotto di Articolo1, Ilenia Zambito del Pd. Sono attese altre adesioni nelle prossime ore. Le proposte del Sunia e della Cgil per cambiare le politiche abitative nel nostro Paese: la casa a pieno titolo nel welfare sociale; sostegno all’affitto e al caro bollette; istituzione del Ministero per la Casa; costruzione di 500.000 nuove case popolari; graduazione sfratti per garantire il passaggio da “casa a casa”; finanziamenti costanti per la rigenerazione ed efficientamento del patrimonio pubblico; riforma dell’attuale legge sulle locazioni private, per affitti veramente sostenibili; lotta all’evasione fiscale; regolamentazione delle locazioni brevi ad uso turistico nei grandi centri urbani.

I numeri dell’emergenza

Il dato che emerge dall’analisi dei dati dei primi mesi dell’anno conferma quanto i sindacati avevano in più occasioni denunciato: l’alto numero di richieste di sfratti non si localizza solo nei Comuni capoluogo, ma si estende praticamente a tutti i Comuni della Regione, in particolare nelle aree dove la crisi economica e il numero di licenziamenti e casse integrazioni si sono fatti sentire con maggiore drammaticità. Sono comunque le città ad alta vocazione turistica a soffrire di più di più l’emergenza sfratti. Gli sfratti con forza pubblica sono ripartiti dal 1° gennaio 2022, dopo un blocco di circa 18 mesi, a ritmo incalzante. I Tribunali di tutta Italia registrano dei dati riguardanti le richieste di convalide degli sfratti, da allarme rosso: nel primo bimestre dell’anno, sono più di 25.000 le richieste di esecuzioni (dal primo gennaio 2022 in Toscana ci sono 5mila sfratti pendenti, di cui il 98% sono tutti sfratti per morosità. Chi va in morosità? Chi deve pagare metà del reddito nell’affitto). A questi dati si devono sommare tutte le esecuzioni bloccate durante il periodo pandemico: 5500 sfratti da eseguire in tutta la Toscana. In media in Toscana quest’anno ci sono 250 sfratti eseguiti con forza pubblica al mese, e sarà così fino a dicembre più o meno. La fine del periodo emergenziale legato al covid non ha portato a una risoluzione delle situazioni pregresse: anzi ne ha accentuato le criticità, moltiplicate dall’effetto del caro bollette domestiche, condominiali e dall’aumentare dell’inflazione. Ad oggi, l’emergenza abitativa in Toscana è diffusa su tutto il territorio: e lo stato di precarietà lavorativa ed economica delle famiglie toscane in affitto, unito alla difficoltà di canoni sempre troppo alti rispetto alla minore capacità di reddito (media incidenza canone affitto reddito: 49%), alla insufficiente disponibilità di abitazioni di edilizia pubblica hanno portato a ben 175mila le famiglie in crisi abitativa in Toscana (30% lavoratori dipendenti, 15% cittadini che lavorano irregolarmente, 23% commercianti/partite iva. Ci sono poi 3.600 alloggi Erp sfitti in Toscana. Un dato nuovo e allarmante riguarda anche gli inquilini delle case popolari dove i canoni di affitto sono sensibilmente più bassi rispetto al mercato. Nel corso del 2021 e nei primi 6 mesi del 2022 la morosità per affitti e soprattutto per le spese condominiali sta crescendo oltre i limiti fisiologici attestandosi in media oltre il 14% contro il 4% degli anni precedenti.

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