di Alberto Vivarelli
Il quotidiano Reportpistoia si espande a nord. Tra pochi giorni sarà disponibile una nuova pagina di cronaca: Alto Reno; ospiterà tutte le notizie del territorio che va dal confine pistoiese passando per Porretta, Silla, Lizzano in Belvedere, Gaggio Montano. Sarà una piccola redazione, coordinata da Giacomo Martini, a occuparsi della cronaca locale.
L’Alto Reno e le zone limitrofe (un’area di quasi 20mila abitanti), nonostante la crisi, mostra una grande vivacità e tanta voglia di ripartire con idee e progetti. Sono soprattutto i giovani ad aver preso in mano le redini dello sviluppo per disegnare un nuovo rinascimento che vada oltre il termalismo.
E’ un territorio ricco di eccellenze nel settore metalmeccanico, dalla Palmieri Group, alla Demm, storico marchio porrettano, alla Caffitaly e in quello agroalimentare come Savigni, oltre a tante altre piccole aziende che rappresentano il massimo dell’enogastronomia legata alle tradizioni. Poi c’è il Corno alle Scale, punto di arrivo per tutti coloro che amano la neve, bolognesi e pistoiesi. E’ un territorio ancora incontaminato e ben protetto con i suoi parchi.
Realtà che, però, non sono sufficienti a tamponare la crisi delle terme e le difficoltà della Saeco. Occorre qualcosa di complementare, occorre recuperare la storia del comprensorio, tornare a quando Porretta e i paesi dell’alto Reno erano “destinazione” turistica, con la consapevolezza che il termalismo non potrà più essere centrale nel nuovo sistema economico, semplicemente perché il settore è in crisi in tutta Italia. Anche se la città non potrà fare a meno delle sue terme.
Un gruppo di imprenditori ha capito che occorreva un deciso scatto in avanti, progetti che uscissero dagli schemi tradizionali. La nascita del Porretta Soul Festival nel 1988 ha tracciato in maniera indelebile il destino della cittadina che è diventata riferimento internazionale del Soul, la musica senza contaminazioni.
Negli ultimi anni, attorno al festival sono nate numerose proposte culturali di qualità e la “stagione” si è allungata; da aprile a settembre il calendario è fittissimo non solo di appuntamenti musicali. Sono stati i giovani a decidere la svolta, sono coloro che non se ne vogliono andare, consapevoli che il territorio ha davanti a sé un futuro ancora tutto da scrivere. Persone che hanno voglia di fare.
Certo, la musica e gli spettacoli non sono sufficienti, occorre declinare lo sviluppo, occorrono certezze progettuali future, indipendenti anche da coloro che adesso si sono fatti carico di questo rinascimento. Se Porretta vuol tornare a essere destinazione, deve mettere a disposizione strutture all’altezza, perché destinazione significa arrivare e rimanere: basterebbe intercettare una piccola parte delle migliaia di persone che arrivano nell’Alto Reno per un evento, ma che se ne vanno a mezzanotte, come Cenerentola. L’Alto Reno non ha bisogno di Cenerentola né del Principe azzurro, Il turismo mordi e fuggi non garantisce alcun futuro.
E’ necessario, allora, progettare un nuovo territorio nel quale chi arriva abbia la voglia di rimanere, con strutture e servizi adeguati. Un territorio per certi versi anche visionario che, comunque, si appoggerebbe su un patrimonio acquisito da oltre cent’anni: l’accoglienza, entrata ormai nel Dna della comunità dell’Alto Reno e oltre fin dai Bagni della Porretta.
Stiamo parlando di terre di confine. Porretta è la più toscana delle città emiliane; il territorio pistoiese a nord dei passi dell’Acquerino, della Collina e Le Piastre, è quello più emiliano della Toscana: storicamente si partorisce all’ospedale Costa, storicamente si utilizzano i servizi dell’Emilia; Porretta e gli altri paesi, Corno alla Scale compreso, è da anni destinazione pistoiese. Le contaminazioni tra Pistoia e Porretta non sono di oggi, sono iniziate 184 anni fa. Dal 1840, fino alla costruzione dell’Autostrada del sole, la Porrettana è stata la porta pistoiese verso il nord Italia, quella più diretta verso Bologna, affiancata, dal 1864 dalla ferrovia.
Ecco perché abbiamo deciso di investire nell’Alto Reno e sostenere tutti coloro che credono nel rinascimento di questo bellissimo territorio, mettendo da parte egoismi locali e campanilismi.
E’ una scommessa, anche noi ci crediamo.









