PESCIA – Aggressione e danneggianti al pronto soccorso dell’ospedale Cosma e Damiano di Pescia: minacce aggressioni al personale ospedaliero e danneggiamenti alle strutture, vetrate infrante a vari piani, materiale lanciato, utilizzo improprio di estintori con danneggiamento della pavimentazione.
E’ successo nella notte di venerdì 14 marzo. Al pronto soccorso sono intervenuti i carabinieri. Un uomo ha dato in escandescenza al pronto soccorso prendendo poi in mano un estintore e danneggiando alcune parti del secondo e terzo piano dell’ospedale.
L’uomo è stato bloccato e denunciato dai carabinieri per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamenti.
“Ancora una volta si ripresenta l’evidente necessità di interventi radicali da parte della Asl Toscana centro; il personale deve essere maggiormente protetto da questi episodi. Non si può entrare a lavoro e “sperare” che in quella giornata o nottata non succeda nulla” spiega Massimo Ciuti, segretario con delega alla Sanità FP Cgil Pistoia Prato.
Ciuti evidenzia ancora che il “tema è ancora più sentito al pronto soccorso di Pescia dove sembra, con imminenti riorganizzazioni interne, si proceda ad aumentare i servizi offerti alla cittadinanza senza concreta definizione dei percorsi assistenziali. In pratica aumentando l’apertura su dodici ore dei 5 posti letto del servizio AMA”.
Il segretario chiede come potranno infermieri e oss a far fronte a tre diversi tipologie di servizi offerti alla cittadinanza: pronto soccorso classico, servizio OBI con tre posti letto aperto 24 ore sette giorni su sette e servizio AMA con 5 posti letto portato dalle 6 ore alle 12 ore giornaliere.
“Non solo la logistica dei servizi non aiuta gli operatori e non facilita la sicurezza sul posto di lavoro; ma subentra anche la non definizione dei percorsi, la mancanza di protocolli chiari e completi che definiscono chi fa che cosa in che tempi nei vari servizi implementati ed offerti. Se si ampliano ed aumentano i servizi in Valdinievole lo si faccia garantendo la sicurezza del lavoro e delle cure. Non ci interessano targhette sulle porte” conclude Ciuti.






