mercoledì, Settembre 9, 2026

“Ape Regina”: la Molly Bloom di Cerruti, una donna libera alla ricerca di sè

PRATO – Da Joyce a Hollywood, una Penelope contemporanea portatrice di una femminilità libera e sempre sospesa tra ironia, dolore e ricordi.

Al Teatro Magnolfi di Prato si apre “Senza Fuso: teatro fuori asse”, rassegna di quattro appuntamenti in anteprima della stagione teatrale del Metastasio, inaugurata dallo spettacolo “Ape Regina: una giornata per Molly Bloom” scritto e interpretato da Giorgia Cerruti.

Già nel titolo è evidente il richiamo al lungo soliloquio di Molly Bloom nel diciottesimo e ultimo capitolo del romanzo Ulisse di James Joyce: sono pagine dense e fitte quasi del tutto prive di punteggiatura in cui l’autore, facendo ricorso alla tecnica narrativa del flusso di coscienza, fa esprimere a Molly tutti i suoi pensieri più intimi e reconditi, continuamente mescolati a ricordi d’infanzia e di giovinezza, ambizioni e desideri frustrati, sogni proibiti, riflessioni sul suo ruolo nella società e sul suo essere madre e moglie.

Giorgio Cerruti interpreta la “sua” Molly Bloom in una scena dello spettacolo “Ape Regina” (foto di Tommasina Giuliasi)

Giorgia Cerruti rilegge e reinterpreta liberamente l’ultimo capitolo dell’Ulisse, che porta il titolo emblematico di Penelope: se infatti per Joyce la “sua” Molly Bloom è una “moderna Penelope” la cui vicenda è ambientata nella Dublino dei primi anni del Novecento, per Cerruti, che fiancheggia questo parallelismo mitico, Molly diventa una Penelope ancora più “contemporanea” immaginata in una Hollywood tanto scintillante quanto decadente nell’America degli anni Trenta e Quaranta.

Questa “nuova” Molly è un’ex bambina prodigio, fin da giovanissima lodata ed esaltata per il suo talento, che poi è diventata attrice di successo assaggiando la fama e le frequentazioni mondane, ma che adesso appare una stella in declino, quasi dimenticata dalle copertine delle riviste patinate, in cerca di ricostruirsi una carriera nel mondo del teatro o del cinema.

È una figura che nelle parole e nelle movenze richiama alla memoria alcune tra le grandi dive del cinema hollywoodiano, icone di libertà ed emancipazione femminile e simboli di una società in rapida quanto inevitabile trasformazione: in lei si riconoscono l’ironia tagliente di Bette Davis, l’asciutta sobrietà di Joan Crawford, gli sguardi grotteschi e dolenti di Norma Desmond, immaginaria ex stella del cinema muto interpretata da Gloria Swanson in Viale del tramonto.

In circa un’ora di spettacolo, cerruti dà vita a un personaggio estremamente complesso a livello psicologico e in grado di esprimere e rivelare molteplici sfaccettature: Molly è una donna non più giovane, continuamente in bilico tra ricordi del passato, pensieri rimossi o annebbiati, ambizioni frustrate, desideri di rivalsa, che nel susseguirsi dei diversi stati d’animo cerca di “scavare” dentro se stessa, di rivelare e comprendere il proprio io, al di là della superficie delle illusioni e degli autoinganni.

Nel corso di un pomeriggio in cui è sola in casa – una “giornata tutta per sè” – Molly ora si esalta in preda all’entusiasmo, ora accenna passi di danza o canticchia una canzone, ora cade a terra tramortita, ora si fa più calma e riflessiva: il tempo sembra scorrere lento ma inesorabile, e all’orizzonte, la sera stessa, è in programma una festa a cui Molly non vuole assolutamente mancare, e che potrebbe segnare il suo agognato ritorno alle scene.

A farle compagnia, una bambola giocattolo che la rappresenta, ex trovata pubblicitaria dei tempi d’oro, e una statua nera del defunto cane Argo (altro richiamo all’Odissea) che per alcuni momenti diventa muto interlocutore del suo soliloquio.

Ma quello di Molly-Penelope in fin dei conti non è un semplice monologo, ma un dialogo tra passato e presente, tra vivi e morti, tra presenti e assenti, tra realtà e possibilità: è un mezzo – come lo è tutta l’arte – per conoscere se stessi.

La rassegna “Senza fuso” continua al Teatro Magnolfi stasera con “Vaniloqui” di e con Ivan Talarico, sabato 18 con “Petrolini infinito” di e con Enoch Marrella, per poi concludersi domenica 19 con “Cuoro, oh amore!” di e con Gioia Salvatori.

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