mercoledì, Settembre 9, 2026

Appello per Carrai a capo Fondazione Meyer: “No alle epurazioni”

FIRENZE – Oltre cento cittadini, fiorentini e non, tra intellettuali, professionisti e rappresentanti della società civile, hanno sottoscritto un appello di solidarietà nei confronti di Marco Carrai, presidente della Fondazione Meyer, finito nel mirino delle proteste per il suo ruolo di console onorario di Israele. La presa di posizione arriva dopo le polemiche innescate dal question time depositato dal Movimento 5 Stelle presso il Consiglio regionale della Toscana per chiedere le dimissioni dell’imprenditore, e in vista della manifestazione convocata per mercoledì in piazza del Duomo a Firenze, da diverse sigle dell’area pro-Palestina, supportate da Alleanza Verdi e Sinistra e dai sindaci di Calenzano e Sesto Fiorentino.

Marco Carrai

Il caso Carrai va avanti da mesi. Le prime richieste di dimissioni erano partite a gennaio 2024, con una raccolta firme su change.org che aveva superato le 10.000 adesioni. Lo scorso giugno gli attivisti avevano anche interrotto una riunione sulla relazione di bilancio della Fondazione.

Nel comunicato, i firmatari denunciano quello che definiscono un “ragionamento sufficientemente rozzo e, al tempo stesso, pericoloso” alla base delle contestazioni. “Contro Carrai viene esibito un solo fatto, pregiudizialmente insopportabile: è console onorario di Israele. Una carica evidentemente incompatibile con qualsiasi altra attività”, si legge nel testo. Gli autori dell’appello vedono in questa logica i contorni di una discriminazione: “Ci pare che il ragionamento sia: sei amico degli ebrei, o ebreo, non puoi ambire ad incarichi di evidenza pubblica. Se non è la famigerata ‘caccia’, o la logica bruta dell’epurazione, è qualcosa di molto simile”.

Tra i 100 firmatari figurano nomi di spicco del mondo accademico, culturale e imprenditoriale fiorentino, tra cui il professor Benedetto Allotta, l’ex parlamentare Paola Concia, l’editorialista Aldo Torchiaro e numerosi altri professionisti. Il comunicato si conclude con un appello alle forze politiche regionali: “Chiediamo a tutte le forze politiche, in particolare a quelle che in Toscana appartengono alla maggioranza di governo regionale, di respingere la provocazione del M5S. Non è certo con estremismi e discriminazioni di questo genere che la Toscana potrà contribuire ad un percorso di pace in Medio Oriente”.

La vicenda tocca uno dei temi più divisivi dell’attualità politica e sociale, con il conflitto israelo-palestinese che continua a generare tensioni anche in ambito locale, coinvolgendo istituzioni sanitarie che dovrebbero rimanere estranee alle polemiche politiche

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