mercoledì, Settembre 9, 2026

“Archivi di Pietra”: un viaggio nella memoria tra i cimiteri urbani di Pistoia

PISTOIA – Un viaggio tra appunti, documenti e immagini dei cimiteri urbani di Pistoia in un volume presentato al pubblico oggi pomeriggio al Parterre di piazza San Francesco.

Ospite speciale dell’incontro è stato Eike Schmidt, direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze, che ha accettato l’invito di prendere parte alla presentazione del volume “Archivi di Pietra” edito da Alvivo Edizioni e realizzato dall’Associazione Storia e Città in collaborazione con il Liceo scientifico “Savoia” di Pistoia.

Alcuni momenti della presentazione al pubblico del volume “Archivi di Pietra” al Parterre (fotografie di Andrea Capecchi)

Già dal titolo appare come un libro molto particolare, che parla di cimiteri: luoghi connessi al culto dei defunti ma anche alla memoria e al ricordo di chi ci ha preceduti, in un duplice significato, religioso e storico, che trova corrispondenze anche nella letteratura. Questi luoghi, convenzionalmente connessi al dolore per la perdita di una persona cara, sono stati punto di osservazione privilegiato da parte di vari autori, dai poeti cimiteriali inglesi a Ugo Foscolo, da Johann Wolfgang Goethe a Edgar Lee Masters.

D’altro canto lapidi, tombe e sepolcri hanno sempre costituito un “deposito” di materiale storico e biografico, un vero e proprio “archivio di pietra” che ancora oggi ci “parla” attraverso le parole fatte incidere sulle lastre tombali e sulle lapidi. Ne deriva un patrimonio documentario di notevole ampiezza e di straordinaria varietà, che siamo chiamati a tutelare e valorizzare perché contenente fonti storiche molto importanti per lo studio della storia della città e della sua società attraverso i secoli.

La “materia funebre” si fa testimonianza storica e diventa un oggetto di interesse, soprattutto nell’ambito dei cosiddetti “cimiteri monumentali” in cui sono presenti tombe di personaggi “illustri” o di uomini e donne che hanno segnato, in maniera positiva ma talvolta anche controversa, la storia recente o passata della nostra comunità.

Senza andare a scomodare i grandi cimiteri monumentali italiani e stranieri, come il Verano a Roma, Staglieno a Genova o Père-Lachaise a Parigi, anche la nostra Pistoia può vantare un’interessante “rete” di tre cimiteri urbani (Comunale, Misericordia, La Vergine) con tombe di concittadini come Caponnetto, Gelli, Marini e Fedi. Proprio la recente risistemazione del sepolcro del partigiano Silvano Fedi – come ha ricordato il sindaco Tomasi – ha posto all’attenzione della comunità degli storici e degli studiosi la necessità di una “sepoltura eterna” per fare in modo che non si perda mai la memoria del personaggio attraverso il contatto “fisico” con la sua tomba.

È una prospettiva per certi aspetti “foscoliana”, che ha il merito di farci riflettere sul ruolo storico e memoriale dei cimiteri, come ha ricordato Eike Schmidt: “sono i cimiteri a ricordarci da dove veniamo, a creare un ponte fra presente e passato, a farci riflettere sul fatto che ciascuno di noi è parte di una collettività stratificata, risultato di un processo storico millenario.

Al di là del ricordo del defunto, la lettura, l’analisi e lo studio delle tombe e delle loro iscrizioni è un utile strumento per comprendere l’evoluzione della nostra società, i suoi radicali mutamenti, talvolta anche i sentimenti e gli affetti privati di chi non c’è più. Incidere un’epigrafe sulla pietra di una tomba è come lasciare un messaggio dentro una bottiglia e affidarlo al mare, è scrivere qualcosa destinato non al presente, ma alle generazioni future, a chi verrà tra anni e secoli, è una sfida allo scorrere incessante del tempo. Ricordare questi aspetti significa acquisire la piena consapevolezza dell’importanza delle tombe come testimonianze vive del nostro passato e delle grandi tragedie che hanno segnato la storia dell’umanità, e possono darci preziose informazioni sulla vita delle epoche precedenti”.

“I morti tacciono, le loro tombe no”: è questo il principio-guida del volume, che si articola in otto capitoli di altrettanti autori che illustrano il patrimonio storico e architettonico custodito all’interno dei cimiteri comunali di Pistoia. Si possono così scoprire, scorrendo le pagine, la storia dei cimiteri pistoiesi, i principali monumenti sepolcrali della città con famedi e cenotafi, le trasformazioni architettoniche di cimiteri e tombe monumentali nel corso del Novecento, l’iconografia delle iscrizioni funerarie, il futuro degli archivi di pietra” tra digitalizzazione e nuove sfide.

Il prossimo passo? Prendere atto che i cimiteri del territorio pistoiese, più di quaranta includendo sia quelli urbani, sia quelli “di campagna” sparsi nelle frazioni vicine, rappresentano un “patrimonio diffuso” meritevole di indagine, valorizzazione, approfondimento e mappatura. Perché tutti i cimiteri, anche i più piccoli e periferici, sono i luoghi degli affetti e dei legami familiari, ma sono anche i luoghi della storia e della memoria, che ci possono aprire nuovi scenari nel campo delle ricerche storiche in ambito locale.

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