mercoledì, Settembre 9, 2026

Arti in dialogo al Funaro: polistrumentisti suonano di e per Dracula

di Beatrice Beneforti

PISTOIA – Una serata diversa quella di venerdì sera al Teatro Il Funaro.

Alle 21.15 sono entrati in scena, vestiti di nero e senza fiatare, i tre polistrumentisti e compositori che avrebbero di lì a pochissimo suonato ininterrottamente per più di un’ora con la proiezione del film degli anni 30 “Dracula” di Tod Browning.

Disposti sulla stessa linea, più o meno lontani tra di loro, alle tastiere c’era Cristiano Roversi, produttore, compositore, tastierista; Chapman Stick, player e bassista, che dal 1994 ha prodotto, registrato e condiviso il palco con i maggiori artisti della scena pop e rock italiana e internazionale; alla chitarra e alla voce Massimo Zamboni, compositore e musicista da sempre affascinato al mito sovietico e ideatore, insieme a Giovanni Lindo Ferretti, del gruppo musicale CCCP; alle percussioni c’era Simone Beneventi, percussionista premiato con il Leone d’argento alla Biennale Musica di Venezia 2010.

Un momento dello spettacolo andato in scena al Funaro

Uno spettacolo supportato da un’opera cinematografica di quasi cento anni fa, realizzato all’interno di uno spazio teatrale (causa possibile maltempo) da musicisti precisi, che quasi scomparivano confondendo il pubblico, che si trovava, talvolta, a non capire se stesse guardando il lungometraggio o i gesti dei musicisti.

Una performance intensa eseguita con strumenti antichi ed elettronici che è riuscita a dialogare con la nostra contemporanea civiltà della tecnica.

A un elemento strumentale si mescolavano voci e, rarissime volte, anche strofe e ritornelli creando una salda coesistenza con il “passato” del film e con la “contemporaneità” del concerto.

Tempi, storie, voci e gesti espressi tutti d’un fiato.

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