di Giacomo Martini
BOLOGNA – I primi interventi di bilancio del nuovo governo regionale hanno sollevato un mare di critiche da parte dell’opposizione di centro-destra, ma non solo.

L’aumento di Irpef, Irap, ticket sanitari e bollo auto vengono giustificati come copertura dei mancati rimborsi da parte del governo per i gravissimi danni causati dalle recenti alluvioni nella regione e per i costi della sanità. Su quest’ultima questione, da tempo nella regione registriamo gravi carenze a cominciare dalle liste d’attesa interminabili, dalle chiusure di punti nascita e da un deficit strutturale sempre più pesante.
“E’ solo la punta dell’iceberg di un sistema al collasso, mentre risorse fondamentali, come i 7 milioni di euro di ticket sanitari non riscossi, vengono sprecate. È necessario un cambio di rotta per garantire una sanità pubblica efficiente e accessibile a tutti – ricorda un documento dell’opposizione di FdI che ricorda che “anche sul fronte del dissesto idrogeologico, la Giunta ha dimostrato lentezza e scarsa capacità di programmazione e il raddoppio delle risorse annunciato dalla maggioranza è un’ammissione di colpa di quanto non è stato fatto in passato. il Governo Meloni ha stanziato nuovi fondi per la sicurezza del territorio. Ora la Regione deve fare la sua parte con interventi concreti e tempestivi e senza interminabili vincoli burocratici”.
La questione del dissesto idrogeologico è determinante soprattutto per tutto il comparto appenninico e montano che attende da troppo tempo interventi strutturali senza i quali la grave crisi economica attuale diventerebbe endemica e difficilmente superabile.
“Sul fronte delle imprese le cose non vanno meglio, nel 2024 il PIL in Emilia Romagna è cresciuto meno della media nazionale e meno delle regioni più dinamiche trainanti come Veneto e Lombardia. Inoltre in Emilia-Romagna nell’ultimo anno si è registrato anche un calo delle imprese attive nei primi 9 mesi del 2024 di 4077 unità. Dati drammatici che dimostrano come la maggioranza sia totalmente dissociata dalle realtà che vivono le imprese motore fondamentale della nostra Regione”, sottolinea il comunicato di FdI che avanza una serie di proposte relative a “investimenti per la sicurezza urbana, il rafforzamento della medicina territoriale e della telemedicina, incentivi per le imprese e per la transizione ecologica, il sostegno alle filiere produttive locali, il recupero di edifici inutilizzati per scopi abitativi e il potenziamento delle infrastrutture viarie e sportive”.
Si apre per l’Emilia-Romagna una stagione di rinnovamento politico e di sviluppo tecnologico ed economico che non potrà più essere rinviato. Nell’attesa, questi aumenti finiscono solo per colpire i cittadini. Una vecchia strada che non ha mai costruito nulla di positivo.










