mercoledì, Settembre 9, 2026

Ballottaggi, bene il Pd. L’astensionismo si combatte con le risposte ai bisogni, non con la “capocrazia”

di Riccardo Trallori*

I ballottaggi che si sono conclusi ieri hanno visto crescere, inevitabilmente, l’astensione che già era risultata particolarmente alta nello scrutinio dei primi turni delle elezioni amministrative ed europee.

Riccardo Trallori

Prima di provare ad affrontare questo argomento, troppo spesso lasciato ai margini del dibattito politico se non nelle ore immediatamente successive agli esiti elettorali, merita rivolgere uno sguardo rapido ai risultati che hanno riguardato i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti nella provincia di Pistoia.

Tra il 2017 e il 2019 il Partito Democratico e il centrosinistra guidavano soltanto due comuni sopra i 15.000 abitanti dei sei presenti nella provincia. Dopo questa tornata elettorale, e a seguito della nuova stagione avviata con la vittoria di Elly Schlein all’ultimo congresso di un anno e mezzo fa, il centrosinistra guida ben quattro comuni sopra i quindici mila abitanti su sei, tra cui tutti quelli presenti nell’area della Valdinievole: Pescia, Monsummano e Montecatini Terme. Nelle dinamiche sovra comunali e nel coordinamento delle politiche, nonché nella definizione delle progettualità di rilancio dei territori, questo cambio di assetti non sarà ininfluente.

Il centrosinistra e il PD vincono a Montecatini Terme. La vittoria in questa realtà passa da un dialogo forte e concreto con le esperienze civiche e diffuse dello schieramento moderato e progressista. Il neo sindaco Claudio Del Rosso ha mostrato in queste settimane di avere la capacità per tenere assieme le varie anime della coalizione, mettendo al centro il rilancio della città e delle sue prospettive.

Ad Agliana la destra era convinta di chiudere la partita al primo turno ma il fronte guidato da Guido Del Fante assieme agli altri candidati gli ha negato questa possibilità. Grazie all’entusiasmo e alla generosità di Guido, si sono poste le condizioni per ricostruire un fronte ancora più solido in vista delle prossime competizioni elettorali. La nascita di un nuovo centrosinistra e il dialogo con le altre forze, a partire dai 5 Stelle, sono i presupposti per una nuova stagione che potrà iniziare a mettere le basi durante questi anni di opposizione a Benesperi in consiglio comunale.

Il vero partito vincitore di queste elezioni europee e in generale delle amministrative è stato l’astensionismo. A livello nazionale poco meno di un cittadino su due si è recato alle urne. La scelta di disertare il voto negli ultimi anni ha avuto un incremento significativo e – come ho avuto modo di dire in diretta tv al consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi – non vi è alcun collegamento con i sistemi elettorali e il meccanismo del ballottaggio. Storicamente nelle tornate dei ballottaggi la percentuale dell’affluenza al voto subisce una flessione rispetto al primo turno, non fosse altro perché viene meno la spinta dei tanti candidati per i consigli comunali, in competizione tra loro per aggiudicarsi il consenso dei propri concittadini.
Il problema del calo di affluenza, semmai, deve essere analizzato in profondità, non basandosi sul divario che, ripeto, storicamente c’è tra primo e secondo turno. Credo si debba dare maggior rilievo ai segnali che emergono, in modo nitido dal recente rapporto Caritas. La nostra società è sempre più lacerata, oltre il 7% della popolazione italiana (pari a 4,4 milioni di cittadini) rinuncia alle cure sanitarie perché non riesce a farvi fronte e – dato a mio avviso ancora più significativo – tra coloro che necessitano di aiuto aumentano in maniera esponenziale i cosiddetti “working poor”, ovvero i lavoratori poveri, che non soffrono la disoccupazione ma la scarsità del salario. In Toscana questo dato riguarda ben il 26% degli assistiti da Caritas. Un cittadino su 4 tra coloro che si rivolgono ai centri di aiuto sono lavoratori, precari o dipendenti, che non riescono nonostante il loro salario a far fronte alle spese quotidiane.

Questa situazione si è aggravata negli ultimi mesi grazie alle scelte che il Governo Meloni ha messo in campo: da un lato, il decreto “lavoro” che ha re-introdotto nel mercato maggiore precarietà attraverso il ritorno dei voucher; dall’altro l’azzeramento del fondo affitti contro la morosità incolpevole. Scelte politiche chiare e incontrovertibili che generano un incremento delle disuguaglianze sociali.
L’effetto di queste manovre, accentuato dalle conseguenze della pandemia, delle guerre in corso e della crescita esponenziale dell’inflazione, sta radicalizzando il divario tra le generazioni, tra i garantiti ed i precari, tra i dipendenti pubblici e le partite Iva, e conseguentemente indebolendo il nostro sistema democratico.

Quindi è curioso, come ho avuto modo di dire in pochi secondi di replica a Capecchi, immaginare che l’astensionismo si possa battere modificando le leggi elettorali, togliendo ad esempio il ballottaggio e garantendo la vittoria a chi si aggiudica il 40% dei consensi al primo turno. Questa proposta – sostenuta anche dalla seconda carica dello Stato, dal Presidente del Senato La Russa – ci conferma una volta di più, semmai ce ne fosse stato il bisogno, la concezione che la destra italiana ha delle istituzioni.

Da un lato si spacca il Paese promuovendo l’autonomia differenziata; dall’altro si stravolge il sistema di bilanciamento previsto dai padri costituenti, con la riforma del premierato ed un modello teso alla “capocrazia”. Infine per contrastare l’astensione si modificano anche le leggi elettorali per i rinnovi delle cariche amministrative.
L’impegno del Partito Democratico e delle forze progressiste deve essere rivolto a contrastare questa deriva, promuovendo invece politiche che possano rispondere a quelle domande disattese e inevase dei tanti cittadini che oggi si stanno impoverendo, avendo l’ambizione di rilanciare l’ascensore sociale che da troppi decenni si è arrestato.

*Direzione regionale PD Toscana

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2 COMMENTI

  1. Caro Trallori, ti sei chiesto se invece l’astensionismo dipenda dal fatto che gli italiani non siano più disposti a tollerare l’arroganza, la maleducazione di tutti i politici indipendentemente dal colore di appartenenza? Imparate il significato della parola rispetto, smettete di parlare male degli avversari, provate ad essere un pochino più seri e a lavorare veramente per il popolo e non per le vostre poltrone, così forse gli italiani potrebbero tornare con fiducia alle urne

  2. Il PD locale smetta di essere un partito ex-democrazia cristiana e faccia il partito di socialdemocrazia che gli compete e che la smetta di fare il baciapile ad ogni pie’ sospinto!

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