martedì, Agosto 18, 2026

Banca d’Italia, nel 2021 economia toscana in forte recupero

di Umberto Alunni

FIRENZE – Dopo il consueto appuntamento di fine maggio, in cui il Governatore di Banca d’Italia, oltre al bilancio dell’Ente presenta lo stato dell’economia italiana, è il turno del rapporto annuale delle singole Regioni. Lunedì 27 giugno è stata la volta della Toscana. Come di consueto hanno partecipato alla stesura enti, operatori economici, istituzioni creditizie, associazioni di categoria ed altri organismi. I grafici che seguiranno sono stati tratti direttamente dal documento in questione o indirettamente, utilizzando e rielaborando le informazioni ivi presenti.

Visione d’insieme

Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) della Banca d’Italia, la crescita del prodotto toscano è stata del 6,5 per cento nel 2021, sostanzialmente in linea con la stima formulata dall’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana (IRPET) e con la media del Paese. L’indicatore coincidente Regiocoin-Toscana, sviluppato sempre dallo stesso Istituto, evidenzia la ripresa delle componenti di fondo dell’attività. Il recupero è stato particolarmente intenso fino all’estate, per poi ridimensionarsi nello scorcio dell’anno, in concomitanza con una nuova fase di ripresa dei contagi e con l’acuirsi delle strozzature sulle catene di approvvigionamento e dell’aumento dei prezzi.

Sul quadro congiunturale gravano rischi al ribasso nell’anno in corso, per effetto della crisi energetica in atto, inasprita dalle conseguenze del conflitto in Ucraina. All’inizio del 2022, l’IRPET stimava un incremento del prodotto toscano lievemente sopra il 4 per cento: in base agli scenari riguardanti la durata e l’intensità dei rincari, la crescita annuale potrebbe arrivare anche ad annullarsi.

Lavoro e famiglie

Nel 2021 l’occupazione media è rimasta pressoché stazionaria. Il graduale sblocco del divieto di licenziamento, introdotto nel 2020 per contenere le ricadute della pandemia sul lavoro, non ha avuto ripercussioni di rilievo.

Si sono registrati aumenti degli occupati principalmente nella seconda parte dell’anno, ancorché i livelli restino nel complesso leggermente inferiori a quelli pre-crisi, e per la compagine femminile, che era stata più penalizzata dall’impatto della pandemia. Il divario regionale tra i generi permane ancora elevato. Si è acuito nel 2020, nonostante la Regione si connoti per una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro rispetto al Paese. Il tasso di attività delle donne si è infatti ridotto nella pandemia, anche per motivazioni legate alla necessità di presidiare le cure familiari.

Il reddito e i consumi delle famiglie toscane sono tornati a crescere nel 2021, beneficiando della ripresa economica e delle misure di sostegno pubblico finalizzate al contrasto della crisi sanitaria. La pandemia ha prodotto anche un ampliamento dei fenomeni di dispersione scolastica, oltre all’aumento della povertà e del numero di famiglie percettrici di misure di sostegno. Nel 2022, l’incremento dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari, il calo di fiducia innescato dalla guerra, potrebbero frenare la ripresa dei consumi, con maggiore impatto sui nuclei con condizioni socioeconomiche più fragili.

La ricchezza netta delle famiglie toscane è lievemente cresciuta nel periodo pandemico. Tuttavia dal 2010 al 2020 essa ha mostrato una flessione per la caduta di valore della componente reale, soprattutto abitativa. Il distanziamento e l’isolamento sociale attuati nella pandemia hanno condizionato profondamente lo stile di vita e i comportamenti delle famiglie, incidendo sulla percezione dell’importanza del contesto abitativo. Le nuove richieste di abitazioni in Toscana si sono orientate, con maggiore frequenza rispetto al passato, verso alloggi più grandi, dotati di spazi esterni e situati in aree a bassa densità abitativa, riflettendo un possibile mutamento nelle preferenze prodottosi a seguito della crisi.

In un contesto di condizioni di offerta favorevoli, si è registrata nel 2021 una nuova crescita dell’indebitamento delle famiglie, sia nel credito al consumo che in quella dei prestiti per l’acquisto di abitazioni, sostenuti anche dalla forte ripresa delle contrattazioni immobiliari. Le nuove erogazioni di mutui hanno interessato soprattutto le famiglie più giovani. La partecipazione al mercato del credito degli stranieri residenti è cresciuta considerevolmente nell’ultimo decennio, favorendone anche l’inclusione economico-finanziaria.

Imprese

Nel 2021 la ripresa delle attività produttive è stata diffusa e consistente, dopo le pesanti ricadute dovute al forte calo della domanda e alle restrizioni introdotte nelle diverse fasi dell’epidemia. Spiccano soprattutto i comparti della moda ed attività collegate al turismo, settori maggiormente penalizzati dalle misure di contenimento del contagio.

Le imprese manifatturiere hanno registrato un significativo aumento della produzione, degli investimenti e del fatturato; le vendite all’estero hanno superato in misura marcata i livelli pre-crisi. Nel settore delle costruzioni vi è stata una vivace ripresa dell’operatività, riportatasi, dopo il temporaneo blocco dei cantieri nel 2020, ben al di sopra dei livelli pre-pandemici. Nelle attività terziarie i flussi turistici, che si erano pressoché azzerati tra marzo e maggio del 2020, hanno mostrato un rassicurante incremento nello scorso anno, pur rimanendo ancora sotto i livelli pre-pandemia. Il recupero è stato trainato dalla componente domestica e dal turismo balneare e rurale. La ripresa dell’attività economica e dei viaggi ha altresì favorevolmente influenzato i traffici di merci e di passeggeri.

Nel biennio 2020-21, la Toscana ha risentito pesantemente, e più dell’Italia, del forte calo del turismo extraeuropeo, in cui risulta specializzata, legato alle città d’arte e caratterizzato da livelli di spesa più elevati. La crisi sanitaria ha provocato anche una ricomposizione dei flussi turistici, con un aumento dell’incidenza dei viaggiatori più giovani e di quelli già stati recentemente nel nostro paese. Si è registrata, inoltre, una maggiore preferenza a pernottare in alloggi privati. Le tensioni geopolitiche, che si riflettono anche sulla percezione del rischio e sui costi legati al viaggio, potrebbero ritardare il recupero del turismo straniero, insieme ad una pandemia ancora non completamente debellata.

Nel complesso il miglioramento del quadro congiunturale ha avuto positivi riflessi sulla redditività delle imprese. La liquidità del sistema produttivo è rimasta elevata, contenendo la domanda di nuovi finanziamenti. Sul volgere dell’anno, proprio per il tendenziale minor utilizzo delle misure di sostegno al credito, i prestiti bancari hanno segnato un deciso rallentamento, soprattutto per le imprese più piccole. Le misure governative di supporto alla liquidità (moratorie e garanzie), introdotte durante la crisi pandemica, hanno determinato:

significativa riduzione della quota di imprese affidate a maggiore probabilità di default;

ricomposizione verso l’indebitamento a medio e a lungo termine;

generalizzata flessione del costo del credito applicato alle diverse classi di rischio.

I rincari dei principali fattori produttivi – energia, materia prime – hanno provocato un consistente aumento dei costi di produzione, frenando la ripresa dell’attività economica. La Toscana si caratterizza per una quota di valore aggiunto dei settori ad alta intensità energetica lievemente inferiore alla media nazionale, con un’esposizione maggiore nell’industria cartaria. Considerando tuttavia sia gli effetti diretti dei rincari sia quelli indiretti lungo le relazioni di filiera, le imprese regionali avrebbero fronteggiato alla fine dello scorso anno un aumento medio dei costi del 4,4 per cento, ulteriormente salito a marzo scorso, un valore simile all’analogo dato nazionale; l’impatto sarebbe stato quasi doppio nella manifattura. Di contro, per il loro basso peso percentuale sull’export toscano, il conflitto in Ucraina e le sanzioni commerciali e finanziarie adottate verso Russia e Bielorussia avrebbero un effetto contenuto sulle esportazioni regionali.

Il credito e il risparmio con Focus su Alta Toscana

I prestiti all’economia toscana sono aumentati, nel 2021, a un ritmo analogo a quello del 2020. La crescita del credito alle famiglie si è associata alla decelerazione dei finanziamenti alle imprese, indotta dal progressivo minore utilizzo delle misure di sostegno. Le politiche di offerta hanno continuato a rimanere accomodanti, con una generalizzata riduzione dei costi applicati. In un quadro di ripresa economica, il tasso di deterioramento del credito si è mantenuto su livelli storicamente contenuti e la quota dei finanziamenti in bonis alle imprese classificate a maggior rischio è lievemente calata, pur rimanendo ancora al di sopra dell’analogo dato nazionale. Il permanere della qualità dei finanziamenti su livelli elevati è stato favorito dalle misure governative, specialmente dal ricorso alle moratorie, che hanno riguardato circa un quinto dei prestiti al settore produttivo; tra le aziende con i requisiti di accesso, ne hanno beneficiato soprattutto quelle mediamente più rischiose.

La qualità dei prestiti alle imprese potrebbe risentire dell’aumento dei prezzi dell’energia, con un innalzamento della rischiosità del credito soprattutto per i settori a maggiore intensità energetica. In un orizzonte di più lungo periodo, accresciuti rischi finanziari possono derivare anche dai cambiamenti climatici. L’esposizione di taluni territori a un rischio idrogeologico medio-alto coinvolge oltre un terzo dei prestiti alle imprese localizzate in regione, con un’incidenza dell’associato rischio di default molto più elevata della media nazionale.

Le tabelle che seguono propongono le dinamiche su credito e risparmio per singola provincia.L’Alta Toscana (Pistoia, Prato e Lucca), con riguardo ai prestiti, presenta una dinamica più contenuta nell’ultimo periodo rispetto alle altre province.

Cresce maggiormente in Alta Toscana la propensione al risparmio tramite i depositi per il 2019 e 2020. Per i titoli a custodia, tranne per il 2019, rimane al di sotto della media regionale per gli altri anni osservati

Di particolare interesse la evidenza grafica con la variazione dei prestiti e risparmio dal 2018 al 2021. Emerge un minor ricorso dei prestiti per l’Alta Toscana rispetto a Regione e resto delle provincie (-4,5% su 2,3% e -2,8% per resto provincie e regione), ed un sostanziale allineamento con riferimento alla dinamica del risparmio nel suo complesso.

La dinamica è confermata dal grafico appresso che evidenzia il peso dell’Alta Toscana su prestiti e risparmio nel corso degli anni.

Concludendo

La buona propensione al risparmio, combinata con quanto è stato erogato alle imprese nel periodo pandemico, costituiscono presupposti essenziali per il finanziamento di una ripresa post pandemica che, nella prima metà del 2022, sta manifestando tutte le sue potenzialità. Le imprese maggiormente energivore, presenti anche in Alta Toscana, dovranno ripensare il proprio modello di business per “continuare a tenere” su un mercato che troppo spesso manifesta la sua ingenerosità. In chiave preventiva andranno valutate due ombre lunghe che potrebbero oscurare il nostro territorio: l’andamento della guerra in Ucraina, che riguarda tutta la regione, e l’impatto climatico che interessa particolarmente l’Alta Toscana (vivaismo, olio, vino).

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