FIRENZE – In Toscana è stato abolito il requisito dei 5 anni di residenza per partecipare a bandi per le case popolari.
La Toscana è la prima Regione in Italia a deliberarlo senza attendere l’intervento della magistratura in conformità ai pronunciamenti della Corte Costituzionale.
Tre sentenze della Corte Costituzionale avevano infatti stabilito come ‘illegittimo e incostituzionale’ il requisito temporale della residenza ultra quinquennale come condizione di accesso per la partecipazione ai bandi di assegnazione di una abitazione di edilizia pubblica. Anche in Toscana, la normativa regionale prevedeva il requisito di almeno cinque anni per accedere ai bandi per concorrere all’assegnazione di una casa popolare.
“Grazie anche alle pressanti richieste ed appelli di Cgil e Sunia della Toscana, il Consiglio Regionale, su proposta della Giunta, ha proceduto a modificare la norma, cancellando il requisito dei 5 anni di residenza. Finalmente si è chiuso un capitolo che di fatto bloccava assegnazioni e nuovi bandi e che stava mettendo in difficoltà molti Comuni e, soprattutto, migliaia di famiglie toscane in attesa di poter partecipare ai bandi comunali. Il rischio di un’impugnativa aveva messo in stand-by i bandi di molte amministrazioni comunali, che però non potevano più arginare le pressanti richieste dei cittadini” spiegano Cgil e Sunia.
E’ stata introdotta, nella legge regionale, la storicità della residenza come criterio premiale per l’assegnazione degli alloggi popolari: sarà dato 1 punto a chi è residente da 3 anni, 2 punti per 5 anni, 3 punti per 10 anni, 3,5 punti per 15 anni e 4 punti a chi risiede da 20 anni.





