giovedì, Settembre 10, 2026

“Berlinguer: la grande ambizione” con Elio Germano alla Festa del Cinema

di Giacomo Martini

ROMA – Questa mattina nella sala Sinopolis, la più grande sala dell’Auditorium di Roma dove ha avuto inizio la 19° Edizione del Rome Film Fest, alle ore 11,00 è stato presentato alla stampa l’attesissimo film di Andrea Segre “Berlinguer: la grande ambizione”, una coproduzione, Italia, Belgio e Bulgaria con Elio Germano nella parte del segretario dell’allora PCI.

La sala era stracolma di giornalisti che in silenzio hanno seguito le due ore del film, al termine un grande applauso.

Elio Germano interpreta Enrico Berlinguer in una scena del film

Il film ci racconta la storia politica, pubblica e privata dell’uomo politico più amato e stimato della sinistra italiana e non solo. Un leader fortemente caratterizzato dal rigore morale e da un forte e coraggioso impegno politico che si muove al di là di ogni retorica e sentimentalismo.

Un politico che riesce a coniugare il bene collettivo con le singole realtà ed esistente delle classi più disagiate e non solo.

Il titolo viene da una frase di Antonio Gramsci che definì “la grande ambizione“ un bene indissolubile dal bene collettivo. Il suo sforzo era quello di cercare costruire il socialismo all’interno di una democrazia, un impegno che lo porta ad incontrare grandi masse come il film ci racconta.

Il lavoro di Segre si apre con le immagini del golpe in Cile con l’assassinio di Pinochet (1973) e si chiude con i funerali di Roma nel 1984. Il film racconta gli anni nei quali Berlinguer cercò di realizzare il compromesso storico, il viaggio a Sofia dove subì un attentato e in URSS dove cercò di spiegare a Breznev la sua teoria dell’eurocomunismo, il referendum sul divorzio, le elezioni del 1975 con il grande balzo in avanti del partito. E non solo, l’attenzione della stampa straniera per questo leader che cerca di abbattere molti recinti ideologici e politici. Fino all’incontro con Aldo Moro e la sua morte per mano delle Brigate Rosse.

Dentro tutto questo Segre ci presenta un uomo pieno di umanità e di riserbo, amatissimo dalla gente comune. Un padre ed un marito affettuoso. Di questo personaggio Elio Germano propone un’interpretazione molto asciutta, senza retorica, fortemente interiorizzata e scevra da cadute enfatiche. Un uomo, un leader da ammirare e soprattutto da rimpiangere.

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